Sicurezza
Gli uccidono tre maiali a due passi dall’abitazione
I proprietari hanno trovato solo le viscere degli animali. La famiglia si è rivolta alle forze dell’ordine per denunciare l’episodio: tempo fa fu impallinato il cane
CASTELNUOVO VdC
Rendersi conto che tre maiali non sono più intorno a casa e trovare poi le loro viscere nascoste tra i cespugli. Li avevano spinti con i cani verso il bosco, fuori da una proprietà privata, per ucciderli, farli a pezzi e caricarli sulle macchine prima di sparire. E’ successo domenica, giornata di caccia, vicino all’azienda agricola di Marcello Crapolu. Non è la prima volta che i cacciatori, soprattutto le squadre di cinghialai alle quali è stata assegnata questa zona di caccia, entrano nella proprietà dei Crapolu, spaventano i loro animali. Una volta hanno anche ferito uno dei loro cani: raggiunto dai proiettili destinati ai cinghiali. L’uccisione dei tre maiali sarebbe solo l’ultimo di una serie di episodi che sono stati descritti in una denuncia presentata dall’allevatore.
Domenica mattina alcuni cacciatori, che i carabinieri di Castelnuovo Valdicecina stanno cercando di identificare, sono entrati nella proprietà dei Crapolu . L’allevatore ha informato la polizia provinciale che era in servizio nella zona. Ma quando gli agenti sono arrivati c’è stato un fuggi fuggi. Poco dopo i proprietari dell’azienda agricola si sono resi conto che mancavano all’appello tre maiali. La mattina successiva dei suini ancora nessuna traccia. « Abbiamo capito subito che potevano averli uccisi. Erano maiali quasi domestici, abituati a stare vicino alle case – racconta la famiglia che poi ha deciso di rivolgersi ai carabinieri – seguendo le tracce sul terreno ci siamo resi conto che erano stati spinti dai cani fuori dalla nostra proprietà. Impronte che sono finite nei pressi di un piazzale dove abbiamo trovato anche tracce di sangue e dietro a un cespuglio le interiora degli animali». Una scena che i Crapolu non avrebbero voluto vedere. Era troppo, non potevano accettare un simile comportamento. «Ci siamo sentiti presi in giro – dice il cittadino che ha presentato la querela – una volta, dopo una di queste battute al cinghiale, i cacciatori sono arrivati nelle nostre proprietà e hanno spaventato trenta pecore finite in un fosso e poi morte». Poi c’è la storia del cane impallinato. Da qui la decisione di fotografare impronte e interiora per poi chiedere ai carabinieri di fare le necessarie indagini e denunciare chi ha ucciso i tre maiali. Alcuni cacciatori, che domenica sono stati visti nella zona, avrebbero contattato l’agricoltore per pagare i danni. «Quello che hanno fatto e la presa in giro non si può risarcire».
(s.c.)
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