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Giovani pomarancini stregano il Giappone

Giovani pomarancini stregano il Giappone

I loro maglioni fatti ai ferri in vetrina a Pitti: consegne maxi in tutta Italia e all’estero

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di Nicolò Colombini

POMARANCE

Quattro ragazzi, un'intuizione vincente e tanta passione: la ricetta per il successo detta così sembra facile, ma quello che negli ultimi mesi sono riusciti a fare i giovani della factory creativa “Vittorio Valerio” ha davvero poco di consueto.

Francesco Antonelli, Augusto Titoni, Federigo Gabellieri e Alessandro Antonelli sono quattro artisti e designer pomarancini, che da neanche due anni hanno fatto il loro ingresso nel mondo della moda.

Prima t-shirt e magliette estive, ora, con la partecipazione a Pitti Immagine (a Firenze oggi l’ultimo giorno), anche maglieria per l'inverno.

«Abbiamo fatto una scelta precisa e per certi versi coraggiosa – spiega il titolare Francesco Antonelli – ossia puntare tutto sulla qualità e sulla riconoscibilità dei nostri prodotti. I nostri articoli sono tutti rigorosamente lavorati a mano, e siamo noi in prima persona a occuparci della produzione».

Antonelli va nei dettagli: è orgoglioso dei suoi maglioni fatti ai ferri, alla maniera della nonna.

«Per alcune lavorazioni accessorie ci facciamo aiutare da alcune aziende esterne, ma l'intero processo si svolge in Toscana, quasi interamente a Pomarance».

La particolarità di questo marchio, che si ispira al new vintage, per mezzo di rivisitazioni grafiche e lavorazioni artistiche particolari, è la ricercatezza e l'unicità della produzione e dei materiali: per fare un esempio, al momento “Vittorio Valerio” è l'unica factory che produce maglioni fatti ai ferri, come ai vecchi tempi, appunto.

Pezzi unici – con prezzi non esattamente accessibili a tutti. Vere e proprie opere d'arte, che in questi giorni a Firenze hanno destato l'interesse di compratori provenienti da lontano. Addirittura dall’Oriente.

«Abbiamo avuto – va avanti Antonelli – un importante ordine dal Giappone: non ce lo aspettavamo, ma sono rimasti colpiti dai nostri capi, e hanno deciso di premiare il nostro lavoro».

Ma in tempi di crisi e aziende che chiudono, qual’è il segreto per tenere a galla una nuova realtà con prezzi non esattamente da mercato?

«I nostri prezzi ovviamente non sono da outlet – ci tiene a sottolineare – , e i nostri target sono abbastanza alti, ma anche in questi giorni abbiamo capito che in un momento come questo è fondamentale puntare sulla qualità».

Qualità avanti tutta quindi. «Per ora abbiamo già ventisette negozi che vendono i nostri prodotti tra Toscana, Emilia Romagna e Lazio. Con questa esperienza speriamo di allargarci anche al nord Italia, un mercato che ci aprirebbe molte nuove opportunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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