Esultano gli avvocati: «Avevamo ragione noi»
SAN MINIATO «Noi l’avevamo detto», avranno pensato ieri pomeriggio gli avvocati Claudio Bolelli e Piera Tonelli, legali che hanno appoggiato, fin dai tempi dei ricorsi al Tar e degli esposti alla...
SAN MINIATO
«Noi l’avevamo detto», avranno pensato ieri pomeriggio gli avvocati Claudio Bolelli e Piera Tonelli, legali che hanno appoggiato, fin dai tempi dei ricorsi al Tar e degli esposti alla procura della Repubblica, il comitato e i cittadini che si sono battuti contro il fotovoltaico selvaggio a San Miniato. Dopo la notizia della diffida a continuare i lavori inviata dalla Provincia di Pisa alle ditte incaricate ad installare gli impianti, si può affermare che le azioni intraprese da residenti e rispettivi legali erano fondate. Il nodo cruciale della questione consisteva nel fatto che i lavori fossero iniziati successivamente alla data di scadenza prevista dall’autorizzazione rilasciata dalla Provincia un anno fa. “O ci pensano le istituzioni a bloccare i lavori – aveva affermato Bolelli – oppure ci batteremo perché questa decisione venga presa dai tribunali, con una conseguente richiesta danni in favore dei miei assistiti». Poi aveva continuato spiegando il perché di tanta sicurezza: «Non si può pensare di presentare una comunicazione di inizio lavori entro una scadenza e poi dare il via alle operazioni quando ci pare. In parole povere, si può affermare che la costruzione degli impianti ha inizio solo con l’atto concreto della ditta». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche l’avvocato Tonelli. «Se bastasse una semplice dichiarazione – dice – per ritenere iniziati i lavori, non ci sarebbe nemmeno bisogno di farla, non avrebbe senso. Ci vuole l’atto concreto e questo non c’è mai stato, perché le ditte si sono mosse in ritardo rispetto alle scadenze fissate». E aggiunge: «Inoltre, nelle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia si legge che dalla data di comunicazione d’inizio lavori e l’effettiva partenza di essi deve passare una settimana di tempo, cosa che è avvenuta con un solo impianto che, però, ha sforato comunque le tempistiche imposte dalla Provincia».
Gianni Rosini
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