Sicurezza
Tutti i giorni una pugnalata dritta al cuore
Il calvario della famiglia Pucci: Federico morì a 27 anni dopo essere sbandato per colpa del ghiaccio
PONTEDERA
Un pugno al cuore. I genitori di Federico Pucci non possono fare a meno di pensare al figlio morto in un incidente stradale ogni volta che percorrono via delle Colline per Legoli all’altezza del Romito. Federico è morto a soli 27 anni dilaniato dal guard-rail dopo che per colpa del ghiaccio l’auto su cui viaggiava, condotta da un amico, era schizzata fuori strada, diventando un proiettile mortale. Era cosciente mentre i pompieri sventravano - in una drammatica lotta contro il tempo - la Volvo V40 andata a piantarsi, dopo l'urto contro un albero, nel guard-rail sulla corsia opposta. La barriera, come una lama, tagliò di netto lo sportello dal lato del passeggero e si conficcò nel bacino del giovane che morì poco dopo essere stato trasportato all’ospedale.
Per tanti anni la Provincia si è dimenticata di riparare il guard-rail rimasto accartocciato, quasi come un affronto alla famiglia della vittima. Alla fine, dopo alcune richieste degli amici, è stato il Comune di Pontedera a provvedere all’intervento.
«Lo hanno riparato – dice il padre del giovane – ma per noi quella barriera resta troppo pericolosa. Da quando è stata installata, in due anni, ci sono morte due persone oltre al nostro Federico». La famiglia ha rinunciato a chiedere i danni alla Provincia, competente sulla strada dove è avvenuta la tragedia.
«Per noi la sicurezza si fa in un altro modo. Non basta mettere un guard-rail in un tratto che è considerato pericoloso». Dalla morte del giovane sono trascorsi quattro lunghi anni senza che il guard-rail (ma allora non era così necessario?) venisse riparato. La Provincia, che avrebbe dovuto provvedere alla sua sistemazione, con la storia della mancanza di risorse, non lo ha riparato, anche se nel 2009 l’assicurazione della macchina ha risarcito i familiari della vittima e chi aveva subìto danni. Alla fine lo ha riparato il Comune.
Quel pezzo di guard-rail era diventato, purtroppo, un monumento alla memoria di quella tragedia.
Ogni volta, passando dal punto dell’incidente, era come se il padre rivedesse la stessa, straziante, scena di quella notte di metà gennaio.(s.c.)
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