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Pontedera

Aggrediti durante l’ispezione in azienda

Candida Virgone
Aggrediti durante l’ispezione in azienda

San Miniato: denunciato il titolare di un autolavaggio dove è stato trovato un dipendente al nero

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SAN MINIATO. Aggrediti dal datore di lavoro a cui stavano facendo l’ispezione e che aveva in servizio un dipendente al nero, un giovane marocchino. E’ successo martedì mattina a San Miniato, in un autolavaggio. Man mano che la verifica andava avanti e che i due ispettori della Direzione provinciale del lavoro di Pisa gli contestavano le violazione riscontrate, l’uomo si andava scaldando e quando è arrivato il “conto” - cioè 1.500 euro di multa, l’obbligo all’assunzione a tempo indeterminato, seppure in prova, del lavoratore, e la sospensione dell’attività e quindi la chiusura dell’autolavaggio con la possibilità di riapertura se a mezzogiorno del giorno dopo, cioè di ieri, si fosse messo in regola, cosa che peraltro non ha fatto - c’è stata addirittura l’esplosione.

Il proprietario dell’autolavaggio ha cominciato ad inveire contro i due ispettori, due trentenni pisani, un uomo e una donna, con minacce e parolacce di ogni genere, poi gli ha buttato a terra tutte le pratiche e alla fine ha rovesciato loro addosso l’intera scrivania. E, se non fosse intervenuto proprio il lavoratore al nero a placcarlo impedendogli di fare altro, chissà come sarebbe finita. I due ispettori sono usciti dal suo ufficio ed hanno chiamato i carabinieri. Ma l’arrivo dei militari non ha gettato acqua sul fuoco: l’uomo ha continuato come se nulla fosse ed è scattata immediata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, perché gli ispettori, nella loro veste, tali sono.

L’episodio è stato denunciato ieri mattina, in una conferenza stampa, dalla dottoressa Anna Maria Venezia, responsabile della Direzione provinciale del lavoro. Si tratterebbe del primo fatto del genere.

« Purtroppo - ha detto Venezia - il clima sulle verifiche fiscali è sempre più teso e siamo finiti nel mirino un po’ come Equitalia. In questo caso si trattava di un normale controllo messo in calendario sulla base delle verifiche incrociate con i Centri per l’impiego, in particolare sulla regolarità dei contratti di apprendistato. Quando gli ispettori sono arrivati hanno trovato al lavoro nell’autolavaggio due persone invece che una sola come previsto. Quindi hanno chiesto di parlare col proprietario a cui hanno indicato la strada da percorrere per riaprire dopo la sospensione e tutte le pratiche da fare».

A quel punto, intercalate dalla parola d’ordine «non ho soldi, non ho soldi», sono scattate le parolacce e gli insulti. «Fra l’altro - ha ricordato la direttrice - è bene ricordare ai lavoratori che nei loro confronti può scattare l’accusa di favoreggiamento. E’ incredibile - ha concluso Venezia - che funzionari pubblici debbano rischiare la loro incolumità nell’adempiere il loro lavoro. Noi continueremo col solito impegno».

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