Sicurezza
Quaranta lavoratori messi in salamoia
Il presidente di Atisale: la nostra vita dipende da questa produzione
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VOLTERRA. «Atisale non può essere vaso di coccio tra i vasi di ferro degli attori coinvolti». L'azienda di Saline, in un comunicato, cita i Promessi sposi per rivendicare la propria importanza all'interno del caso Solvay e il ruolo che le spetta in questa lunga discussione, forte di «circa 40 addetti, oltre a quelli dell'indotto». Una presenza rilevante, rinforzata dal cambio di proprietà avvenuto proprio nel corso del 2011 con l'acquisizione da parte della Salapia sale di Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Il comunicato è firmato da Giacomo D'Alì Staiti e accentra l'attenzione sulla «necessità di poter contare in maniera continuativa su una determinata quantità di salamoia, fornita da Solvay». Ne va della vita della stessa azienda. «La nuova proprietà Atisale si è da subito impegnata nella ricerca di tutte le possibili soluzioni per il riequilibrio produttivo del sito, da sempre e da tutti indicato come un sito improduttivo e fonte di perdite per l'azienda - si legge nella nota - Al fine di dimostrare la propria decisa volontà di salvaguardare un patrimonio industriale, occupazionale, sociale, tradizionale ha, quale prima mossa, revocato la cassa integrazione guadagni in atto da alcuni anni, avviando un programma di assunzioni centrate sull'internalizzazione di alcuni servizi prima dati in outsourcing». In questa fase, la direzione dice di essere impegnata in un'operazione di miglioramento e d'incremento degli standard produttivi. «Perché tutto ciò possa aver senso con qualche probabilità di successo - prosegue il comunicato - è fondamentale il coinvolgimento e il chiarimento dei ruoli e dei rapporti relativi tra Atisale, Solvay, l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, la Regione Toscana, la Provincia di Pisa e i Comuni dell'Alta VaIdicecina». «Affinché Atisale possa valutare nel suo piano industriale se accettare la sfida - spiega ancora D'Alì Staiti - la continuità e possibilmente l'incremento delle provviste di salamoia devono essere sicure, certi e commisurati al reddito degli oneri ambientali e il suo ruolo industriale deve essere chiaro ed equilibrato. In questa quadro, augurandosi prima di tutto che la certezza della disponibilità dl materia prima non sia ulteriormente messa in discussione, Atisale auspica pertanto che il 2012 rappresenti un anno di svolta sia nei rapporti con gli enti locali che ne rispettino ruoli e diritti, oltre che richiamarne i doveri che nei rapporti con Solvay ed Monopoli di Stato, per chiarire oneri ed onori, ma anche sul piano industriale dove è pronta a valutare tutte le opportunità senza nascondersi i rischi».
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