Il dolore
Poco personale, scarsa assistenza Proteste alla casa di riposo
In rivolta i parenti degli ospiti all'ospizio "Giampieri" che si trova in una situazione di grave difficoltà economica
«Mia nonna ha quasi 90 anni, è invalida e trascorre la sua giornata su una sedia a rotelle. La imbracano per evitare che cada e questo lo sappiamo, è per una ragione di sicurezza. Quello che invece ci manda su tutte le furie è vedere che la lasciano per tutta la giornata su quella sedia. La casa di riposo che la ospita non ha personale a sufficienza per mettere gli anziani a letto il pomeriggio...». Elena Mattolini, nipote della pensionata, racconta quello che ha visto lunedì mattina nella casa di riposo "Giampieri" di Ponsacco dove è ricoverata l'anziana nonna. Da tempo i parenti degli ospiti sono al corrente delle difficoltà economiche dell'ospizio che sta cercando di far tornare i bilanci. La riduzione del personale o dell'orario di lavoro di chi si occupa dell'assistenza sta però avendo alcune ripercussioni sulla qualità della vita degli ospiti, in gran parte non autosufficienti. Persone difficili da gestire in famiglia. Ecco la scelta della residenza assistita. «Non è accettabile una situazione del genere. So che la casa di riposo non attraversa un momento facile. Ha difficoltà economiche ma non possono essere gli anziani che vivono nell'istituto di ricovero a pagarne le conseguenze. Ho protestato con il personale che si occupa dell'assistenza ma le risposte che ho ottenuto non mi hanno convinto». Elena si preoccupa per la nonna ma anche per gli altri anziani non autosufficienti della struttura. «Noi andiamo tutti i giorni a trovare mia nonna. Ci sono famiglie che non hanno la nostra stessa possibilità e forse è il caso che siano informate di quello che sta succedendo». La casa di riposo è privata e ha solo pochi posti convenzionati con l'Asl 5 e la società della salute. Le famiglie dei ricoverati pagano anche oltre duemila euro al mese. «A prescindere da quanto ammonta la retta il fatto è che non si può tenere una persona anziana seduta nella stessa posizione per dodici ore - continua - quando mi sono resa conto che mia nonna, e come lei anche altre persone, non veniva messa a letto per il riposino pomeridiano ho perso la pazienza. Credo che anche la merenda venga distribuita a giorni alterni. Il personale non riesce, e non è per cattiva volontà, a distribuirla a tutti gli ospiti nello stesso turno di lavoro». La casa di riposo "Giampieri", come abbiamo scritto anche recentemente, rischia la chiusura per una serie di problemi economici. Il personale è stato ridotto per cercare di ridurre i conti in rosso. «Ma nessuno può mettere in dubbio la qualità dell'assistenza - dice il presidente del consiglio della casa di riposo Fiorenzo Salvadori - Abbiamo ridotto le ore di lavoro al personale e qualcosa ne può soffrire. Ma l'assistenza essenziale alla persona è garantita». Ieri sera il consiglio della casa di riposo ha incontrato rappresentanti dell'amministrazione comunale e della società della salute. «Abbiamo investito per migliorare la struttura - continua Salvadori - ma le spese sono tante. Abbiamo chiesto all'Asl di aumentarci i posti in convenzione, così da avere maggiori entrate. Sia la Regione che la società della salute hanno preso impegni con noi che se non saranno rispettati rischiano di metterci in gravi difficoltà», conclude Salvadori.
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