Proteste
Bloccano la strada per protesta
Non passano i mezzi della ditta che lavora ai nuovi impianti fotovoltaici
SAN MINIATO. Una nuova battaglia legale sorge all'orizzonte della vicenda fotovoltaico. Gli abitanti di viale Marconi, che lunedì hanno visto arrivare i mezzi per preparare il terreno all'installazione di nuovi impianti fotovoltaici nei campi adiacenti alle loro abitazioni, non ci stanno e ieri mattina si sono opposti fisicamente al passaggio dei mezzi e degli operai diretti ai nuovi cantieri. È iniziata già da ieri mattina la protesta delle famiglie che abitano di fianco ai futuri impianti "Averda Est", "Bertolle Ovest", "Rio" e "Macone" che li ha visti bloccare, già dalle 8 del mattino, la strada privata di loro proprietà, unico accesso per gli operai della ditta fiorentina Fedi Impianti incaricata dei lavori, ai terreni destinati a diventare campi fotovoltaici. I residenti hanno chiesto di poter vedere le autorizzazioni e si sono rifiutati di far passare gli operai giunti di prima mattina per compiere dei test sul terreno. «Questa - ha subito precisato Katia Quagli - è strada privata di nostra proprietà. Lasciamo che l'azienda agricola Cupelli (proprietaria dei terreni, ndr) la utilizzi per far passare le loro macchine agricole, ma non daremo mai il permesso al transito dei mezzi di proprietà delle ditte coinvolte nel fotovoltaico». E poi si rivolge ai dipendenti di Fedi Impianti: «Lo so che voi state solo facendo il vostro lavoro, ma non credete che la costruzione di quattro installazioni in questi campi crei un grande impatto ambientale e visivo per noi che ci abitiamo accanto?». Gli operai, ancora un po' increduli per ciò che stava succedendo, hanno ammesso l'effettivo impatto visivo che verrebbe a crearsi. I residenti, però, non si sono fermati al semplice ostruzionismo e, con l'aiuto dell'Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia (Astro), hanno contattato l'avvocato Claudio Bolelli che ha subito inviato una diffida a proseguire i lavori indirizzata al Comune di San Miniato, all'amministrazione provinciale di Pisa e, per conoscenza, alla procura della Repubblica. Una copia è stata fatta firmare per presa visione anche agli operai di Fedi Impianti. Nel documento si dichiara che i lavori hanno avuto inizio alla data del 9 gennaio, dopo che l'autorizzazione a procedere, rilasciata più di un anno fa dalla Provincia di Pisa, è scaduta. Per questo i cittadini sollecitano lo stop ai lavori, pena la richiesta di risarcimento da parte dei residenti stessi, facendo riferimento all'art. 2 comma "a" delle autorizzazioni provinciali, nel quale si legge che "i lavori di realizzazione dell'impianto devono iniziare entro un anno dalla data del presente atto autorizzativo e devono concludersi entro tre anni dalla data di inizio lavori". L'azienda che gestisce gli impianti si è mossa negli ultimi giorni del 2011 ed è riuscita a stipulare la convenzione con il Comune, necessaria per poter iniziare i lavori, il 27 dicembre, un giorno prima della scadenza delle autorizzazioni provinciali. L'azione è passata nel silenzio, senza che agli abitanti venisse comunicato niente. Questa cosa, però, non è andata giù ai residenti che dichiarano guerra alle amministrazioni coinvolte.
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