Il Tirreno

Pontedera

I consiglieri di centrodestra abbandonano l’aula e salta il numero legale

Bilancio vittima del virus

Da sinistra il presidente dell’Unione Turini e il sindaco di Pontedera Millozzi
◗
Da sinistra il presidente dell’Unione Turini e il sindaco di Pontedera Millozzi

Unione della Valdera, troppe defezioni nella maggioranza

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Tra le vittime di stagione c'è anche il bilancio di previsione dell'Unione dei Comuni della Valdera. Salta per mancanza del numero legale la seduta del consiglio. Le fila della maggioranza si sono presentate all'appuntamento di lunedì sera sguarnite. al punto da non garantirsi il numero legale. Un'occasione che non si sono lasciata suggire le liste di centrodestra Pdl e Valdera Sicura. Fatto l'appello gli esponenti d'opposizione si sono alzati. In aula sono rimasti in venti, contro i 21 minimi previsti dallo statuto che regola l'ente.  «Il bilancio verrà riproposto nei prossimi giorni e approvato dalla solida maggioranza - afferma il presidente dell'Unione David Turini. Che aggiunge: «Non ha senso quindi riproporre in questa sede scontri e dialettica politica finalizzata alla semplice contrapposizione. Altro comportamento sarebbe stato se il centrodestra fosse entrato nei temi affrontando il merito e il voto». Turini non accetta lo sgambetto. «Si ritarda l'approvazione del bilancio - conclude - creando ritardi alla gestione amministrativa di servizi rivolti al cittadino e non si è in grado di fare proposte alternative o costruttive».  Di tutt'altro avviso i gruppi Pdl e Valdera Sicura: «Il bilancio preventivo e la relazione previsionale e programmatica sono i documenti che rivestono il maggior peso politico ed è significativo che in questa sede il consiglio non abbia potuto aver luogo perché i consiglieri di maggioranza non erano presenti in numero sufficiente».  A sottolineare la valenza politica dell'uscita dall'aula è Matteo Arcenni, presidente della commissione Bilancio ed esponente di Valdera Sicura. «Un atto con cui abbiamo voluto dimostrare che con l'arroganza e la totale estromissione delle minoranze nel percorso amministrativo che ha caratterizzato questi primi anni di vita, la sinistra non è in grado di portare avanti nessun progetto vero di riforma - dice Arcenni -. Per questo invitiamo nel futuro la maggioranza a riaprire una seria disciussione che sappia anche prendere spunto dalle proposte e idee delle minoranze per creare un ente nuovo realmente rivolto alle esigenze dei cittadini e all'ottenimento di veri risparmi e non la creazione di una nuova struttura che ad oggi ha saputo solo aumentare i costi e i dipendenti».  La maggioranza non ci sta. «Quegli stessi consiglieri che parlano tanto di costi dell'Unione e di sprechi fanno poi cadere il numero legale della seduta consiliare senza alcun vero motivo di contenuto politico, fregandosene dell'impegno del personale presente, dell'apertura serale della sede e soprattutto dell'interesse dei cittadini che hanno il dovere di rappresentare». E quanto sostengono i capogruppo Pd Lucia Curcio, Psi Stefano Sartini, Rifondazione Comunista e Verdi Roberto Taddei e il consigliere Idv Marco Amidei. Alla maggioranza si associa la consigliera Sel Stefania Nencioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web