Gioco
Di fronte anche una voragine di 30 metri dentro la concessione mineraria di Buriano: davanti passa la 68, ci sono la Smith e il Pip
Aiuto, la collina a fianco dell'azienda frana
Andreas Quirici
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Il camino di collasso nella concessione BurianoSaline, il titolare fa fare uno studio geologico e si rivolge a un legale per tutelarsi
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VOLTERRA. «La collina a ridosso del piazzale della nostra azienda sta franando e noi abbiamo fatto fare uno studio geologico e affidato la vicenda a un legale». Così dalla ditta Paradisi di Saline, situata a fianco della Smith e a pochi metri da un'altra frana, quella del camino di collasso nella concessione di Buriano. Il fatto è da valutare. Non è detto che la frana di cui si preoccupano nell'azienda che effettua lavorazioni su sale industriale sia collegata all'attività di estrazione mineraria. Ma resta comunque una situazione poco rassicurante, considerato proprio quel che è avvenuto al di là della strada 68, che passa davanti alle due aziende. A ridosso del Pip di Saline, infatti, la collina presenta una voragine di circa 30 metri e questa si che si trova all'interno di una concessione mineraria. Un'area a rischio, tanto che la Smith stessa starebbe valutando la possibilità di effettuare uno studio sulla stabilità dei terreni in cui si trova lo stabilimento di produzione di scalpelli da perforazioni petrolifere. L'azienda non conferma e non smentisce questa voce, limitandosi a dire di «non voler parlare con la stampa». La condizione di precarietà dei terreni a Saline era stata descritta nel dossier che il Comitato per la difesa della Valdicecina aveva consegnato al leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo. «Intorno all'abitato di Saline di Volterra - si legge nella parte denominata "L'Alta Valdicecina oggi" - compaiono inquietanti camini di collasso, in particolare in prossimità del nuovo Pip, la cui evoluzione potrebbero mettere a rischio la viabilità della strada 68 e le attività produttive che occupano circa 280 lavoratori». E il riferimento è appunto per la Smith e la Paradisi Fabio sali industriali che si trovano a circa «150 metri dalle subsidenze». C'è paura, quindi, che l'instabilità del terreno e le piogge contribuiscano a creare un quadro allarmante per l'abitato e le attività produttive della frazione volterrana, così come sta dicendo ormai da anni lo stesso Comitato per la difesa della Valdicecina. Il tutto mentre c'è ancora attesa per la convocazione del tavolo regionale sul caso Solvay che si sarebbe dovuto riunire ieri, ma che per problemi nel riuscire a trovare una data comune per i rappresentanti della multinazionale belga e per quelli delle istituzioni coinvolte (almeno questa è la versione ufficiale della Regione Toscana) è stato rimandato in un giorno entro il prossimo 19 gennaio.
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