Il Tirreno

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Ragone, Messerini e Lippi alzano bandiera bianca e se la prendono col Comune: «Non ci ha difeso abbastanza»

A San Miniato Promozione vince il caos

Giacomo Pelfer
A destra uno scorcio della Mostra nazionale del Tartufo organizzata da San Miniato Promozione; a sinistra l’ormai ex presidente Domenico Ragone
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A destra uno scorcio della Mostra nazionale del Tartufo organizzata da San Miniato Promozione; a sinistra l’ormai ex presidente Domenico Ragone

Si sono dimessi in blocco anche gli ultimi tre consiglieri rimasti

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SAN MINIATO. San Miniato Promozione è di nuovo senza guida. Si sono dimessi in blocco gli ultimi tre membri del consiglio di amministrazione: Domenico Ragone, Mariagrazia Messerini e Katiuscia Lippi. Gli ultimi a lasciare una nave in piena tempesta, dopo le defezioni dei giorni scorsi da parte di Leonardo Sforzi e Silvia Ghizzani. Una possibilità, quella delle dimissioni in blocco, indicata come probabile già da alcune settimane, e divenuta effettiva nella giornata di giovedì, con una lettera consegnata al sindaco Vittorio Gabbanini. Una scelta che arriva a conclusione di un periodo di critiche e attacchi contro San Miniato Promozione. Da qui la scelta di mollare, contestando all'amministrazione «la mancanza - spiegano - di un'adeguata difesa nei confronti della Fondazione, ma soprattutto della volontà di mettere mano, finalmente, a quei difetti strutturali che impediscono a San Miniato Promozione di funzionare come dovrebbe». «Dopo gli articoli del 4 gennaio - si legge nella lettera -, non avendo letto un'adeguata risposta da parte dell'amministrazione, ci vediamo costretti a rimettere nelle mani del sindaco il nostro mandato».  In realtà, la scelta di abbandonare l'incarico era già stata comunicata in un incontro del 22 gennaio. «In quell'occasione - racconta Katiuscia Lippi - ci è stato chiesto di sospendere le nostre dimissioni e di incontrare il Cda al completo il 27 dicembre, condividendo la volontà di avviare un percorso di riorganizzazione, per risolvere i problemi strutturali che impediscono alla Fondazione di operare come dovrebbe: dalla mancanza di risorse ai costi, dalle attrezzature al personale».  Nell'incontro del 27 Sforzi e Ghizzani hanno confermato le dimissioni, mentre Ragone, Messerini e Lippi hanno scelto di ritirarle, «per il senso di responsabilità e il rispetto nei confronti dell'amministrazione - scrivono nella lettera - in un periodo di transizione e di cambiamento per la Fondazione. Riteniamo che questa scelta non sia stata né compresa fino in fondo, né apprezzata dall'amministrazione tutta, dal momento che nessuna voce si è mossa in nostro favore. La passione e lo spirito volontario che hanno contraddistinto il nostro operato sembrano oggi essere interpretati come attaccamento alla "poltrona". Per questo le nostre dimissioni sono immediate e irrevocabili. «E' bene quindi precisare - aggiunge Messerini - che non è stato il sindaco ad azzerarci. Ci eravamo già azzerati da soli». «Non possiamo fare i parafulmini dell'amministrazione - dice ancora Lippi -: la Fondazione ha bisogno di una riforma strutturale, invece quest'organo sembra rispondere ad altre logiche». «Ci riteniamo comunque soddisfatti della nostra esperienza - commenta Ragone -: nonostante i limiti abbiamo portato a termine tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Usciamo con la coscienza a posto».  Adesso, si apre la grande incognita sul futuro, con San Miniato Promozione che tornerà in balìa dei venti, soprattutto quelli della politica.

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