La manifestazione
Don Armando era stato attaccato per il suo sì alla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia
Più di trecento Zappolini in piazza
S.C.-A.Q.
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Alcuni momenti della manifestazione di solidarietà organizzata in favore di don Armando Zappolini in piazza a Perignano di Lari Massiccia adesione alla manifestazione in solidarietà del parroco
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LARI. Una rapida incursione, il pomeriggio di Befana, per attaccare uno striscione contro gli extracomunitari e lasciare volantini a firma di Forza Nuova nel gazebo davanti alla chiesa di don Zappolini, aveva fatto temere possibili momenti di tensione tra chi è solidale con il parroco che ha realizzato il presepe antirazzista e i gruppi di estrema destra. Nei fatti poi il presidio antirazzista e in solidarietà al parroco di Perignano, non nuovo a iniziative su temi sociali, si è svolto come da copione con una serie di interventi e la presenza di numerosi rappresentanti dei Comuni della provincia, delle associazioni, della Provincia, dei comitati sorti in difesa dell'ambiente, dei sindacati, delle associazioni partigiane e dei partiti della sinistra, del centrosinsitra e di centro. Oltre a cittadini che simpatizzano per don Armando. Un segnale contro chi, come Forza Nuova, ha attaccato il sacerdote che ha ideato il presepe antirazzista a sostegno della raccolta di firme "L'Italia sono anch'io", campagna promossa per sostenere una legge di iniziativa popolare che conceda la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. Più di trecento le persone che, ieri mattina, si sono ritrovate davanti alla chiesa. Durante il periodo natalizio Forza Nuova, sul proprio blog, aveva chiesto alle autorità ecclesiastiche di «richiamare don Armando al rispetto dell'istituzione che rappresenta facendo cessare tali trovate propagandistiche». Nel giorno dell'Epifania, poi, esponenti di Forza Nuova, come hanno rivendicato sempre sul proprio blog, hanno appeso lo striscione con una scritta eloquente: «Non contro gli immigrati, ma contro l'immigrazione». Il padre del parroco avrebbe pure visto alcuni sconosciuti aggirarsi davanti alla chiesa il pomeriggio dell'Epifania. Lo striscione è stato rimosso ieri mattina dalle forze dell'ordine, intervenute con una ventina di uomini per garantire che il presidio si svolgesse nella massima sicurezza. Durante il presidio è stata data notizia della provocazione. «Lo striscione appeso da Forza Nuova è una minaccia reiterata messa in pratica da un movimento fascista, ma oggi siamo tutti Zappolini», ha detto l'assessore provinciale Gabriele Santoni, promotore del presidio di solidarietà. Fino a ieri le firme raccolte per la campagna "L'Italia sono anch'io" avevano raggiunto quota 400. Ieri sera le firme raccolte erano 600. Il presidio di ieri è servito a raccoglierne molte altre. «Questa iniziativa nasce perché abbiamo dato importanza alle parole - ha detto don Zappolini, che ha concluso la manifestazione -. Le parole sono importanti e certe frasi di leghisti e fascisti contro gli immigrati come quelle dei mafiosi contro chi si mette di traverso rispetto ai loro affari non sono più sopportabili. Credo che la risposta più bella che possiamo dare all'odio e alle minacce sia quella di partecipare alla petizione che proseguirà fino a marzo con l'obiettivo di raggiungere quota 50mila firme».
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