Il Tirreno

Pontedera

Amdi rimarrà paralizzato

La strage di Firenze; sotto Moustapha Dieng, residente a Cascina
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La strage di Firenze; sotto Moustapha Dieng, residente a Cascina

Fu ferito da Casseri nella strage di Firenze

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 CASCINA. È ancora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Careggi Moustapha Dieng, 37 anni, il senegalese di Cascina rimasto ferito nell'agguato di Firenze nei giorni prima di Natale. Amdi, così tutti conoscono il giovane ferito, era andato a lavorare come venditore ambulante a Firenze e si è ritrovato bersaglio umano di un killer, armato di pistola 357 Magnum, che ha sparato ai giovani migranti a distanza ravvicinata. Voleva ucciderli. E così è riuscito a fare con due di loro. Moustapha Dieng (che vive a Cascina da circa cinque anni insieme ad altri connazionali) era in piazza Dalmazia quando è stato ferito gravemente ed è poi stato ricoverato all'ospedale di Careggi. È vivo, ma rimarrà paralizzato.  All'inizio, nella confusione e nello sconforto iniziale, i parenti lo avevano addirittura dato per morto. Erano così disperati che avevano telefonato in Senegal comunicando alla famiglia la tragica notizia. Solo la mattina successiva all'agguato erano riusciti a sapere che il giovane era ancora vivo sebbene in condizioni disperate. Porterà per sempre i segni di quella violenza.  Un migrante di 24 anni, che vive da due anni in Italia, alcuni giorni fa è stato a fare visita a Amdi. Un breve colloquio. Il ferito si stanca facilmente. Ancora non riesce a parlare. Ma è cosciente, stando al racconto del connazionale, rimasto fortemente commosso da quell'incontro. Il venditore ambulante ancora non è fuori pericolo. Il suo futuro, la grave invalidità che l'ha colpito, spaventano lui e i suoi familiari. «Piange - racconta il giovane che ha visto Amdi - ho cercato di fargli coraggio. Ma non è facile». Amdi era un giovane pieno di vita, dal carattere brillante, uno che sa circondarsi di amici.  «Vederlo in quelle condizioni e sapere come mai si trova in quell'ospedale rende tutto più difficile da accettare».  Per ora il 37enne è in ospedale. Ma quando arriverà il momento che potrà essere dimesso è probabile che avrà bisogno di essere aiutato.  A Pontedera c'è chi sta già lavorando a iniziative che permettano di raccogliere fondi da destinare all'uomo rimasto paralizzato dopo la violenza del killer. S.C.

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