Il Tirreno

Pontedera

Il futuro di Saline è a Puretta

Francesca Suggi
La zona dei lavori da parte della Solvay
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La zona dei lavori da parte della Solvay

Progetto originario: il Comune ostacoli la realizzazione dell'invaso

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 SALINE. «Il sindaco può ancora far qualcosa per fermare lo sfruttamento delle concessioni di Saline, basta rimettere in discussione e opporsi al progetto di Puretta, strettamente connesso al business dell'estrazione del Sale». È Fabio Bernardini, capogruppo di Progetto originario a suggerire al primo cittadino di Volterra, Marco Buselli, la via da percorrere.  La strada andrebbe a by-passare e superare l'empasse politico che in questo momento sta attraversando la vicenda: ovvero incontri a ripetizione, ricorsi al Tar, attese rispetto alle decisioni che saranno prese in Regione dopo il recente "sblocco" da parte della conferenza dei servizi fiorentina delle prescrizioni della sentenza del Tar che un anno fa, di fatto, congelò lo sfruttamento delle concessioni minerarie "Cecina" e "Poppiano", (modifica dei termini della Via, valutazione di impatto ambientale, del 2004).  «Il sindaco Buselli ha dichiarato che in sede di Conferenza dei servizi il Comune di Volterra è stato l'unico soggetto istituzionale che si è opposto a dare il via libera allo sfruttamento delle concessioni poste intorno a Saline. Nel caso specifico, però, sindaco e giunta non sono costretti a subire passivamente le decisioni della Regione. Se il sindaco è sincero quando si dichiara contrario allo sfruttamento selvaggio delle concessioni, può ancora far valere la volontà dell'amministrazione comunale».  Bernardini va nei dettagli: «Buselli sa bene che la chiave di volta della situazione è il recente progetto del cavo di Puretta. Solvay e la Regione intendono sostituire le prescrizioni vincolanti sull'uso dell'acqua previste dal pronunciamento Via 2004 con l'impegno per Solvay a cofinanziare il progetto di Puretta per 4 milioni di euro. Aggirando a questo modo, non senza qualche forzatura, la sentenza del Tar che oggi ha fermato i lavori in due concessioni su tre».  E adesso ecco come potrebbe agire la giunta volterrana, secondo Bernardini: «L'amministrazione ha scritto nero su bianco nel suo programma elettorale che avrebbe cercato in ogni modo di rendere sostenibile lo sfruttamento delle concessioni minerarie presso Saline. Non posso sbagliarmi su questo, visto che ho scritto di mio pugno quella parte di programma. Per questo - spiega - la giunta è legittimata a rimettere in discussione il progetto di Puretta, dato che questo adesso cozza ufficialmente con gli indirizzi politici assunti verso Saline e il territorio limitrofo. Tale progetto, infatti, deve ancora ottenere l'approvazione dell'ufficio Tecnico del Comune di Volterra. Senza la quale non andrebbe in porto. Dunque il sindaco avrebbe la fortuna di possedere lo strumento idoneo per smontare l'intera impalcatura tecnico-istituzionale che gli uffici della Regione hanno imbastito per consentire a Solvay di utilizzare a pieno regime le concessioni minerarie provenienti dalla Salina di Stato». E conclude: «Bisogna capire ancora se l'amministrazione ha intenzione di fare sul serio».

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