Il Tirreno

Pontedera

Boom di richieste dei medici, effettuati 9.496 trasporti in un anno

Vanno tutti in ambulanza a fare la riabilitazione

Sabrina Chiellini

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 PONTEDERA. Aumentano i bisogni e le richieste del trasporto sanitario effettuato con ambulanze e mezzi delle associazioni di volontariato. E pagato dall'Asl 5, con soldi pubblici. Nel 2011 i servizi effettuati sono aumentati notevolmente, 20mila in più rispetto all'anno precedente, secondo i dati forniti da Esculapio, l'associazione che ha gestito fino a dicembre la centrale di secondo livello. I trasporti richiesti dai medici per i pazienti che effettuano la dialisi sono aumentati di oltre il 30 per cento passando dai 28.400 del 2010 ai 36.982 del 2011.  Il picco massimo riguarda le richieste per traportare malati che devono sottoporsi a terapie riabilitative. Pur in tempi di crisi e mentre a livello regionale questo tipo di richieste sono diminuite drasticamente in provincia di Pisa non è stato così, stando ad Esculapio. La centrale di secondo livello del 118, quella che si occupa dei trasporti ordinari senza medico, ha attivato 9.496 mezzi per accompagnare cittadini a fare terapie riabilitative. L'anno precedente questi servizi erano stati 5.904.  Incide sui trasporti sanitari anche la tendenza di quasi tutti gli ospedali del territorio a dimettere rapidamente i pazienti che poi hanno subito bisogno di tornare negli ospedali per cure e visite con tanto di richiesta di accompagnamento con ambulanza richiesta dai medici di famiglia. Nel territorio di competenza dell'Asl 5 sono stati effettuati 11.537 servizi con ambulanza in seguito o per dimissioni da ospedali mentre nel 2010 erano stati 9.292.  In totale i servizi organizzati dalla centrale di secondo livello, affidati alle associazioni di volontariato che possono contare su dipendenti e volontari, sono stati 96.231 (contro i circa 73mila dell'anno precente) per una spesa di 4 milioni e 316mila euro.  Trasporti di cui l'Asl 5, fermo restando il coinvolgimento delle associazioni di volontariato così come previsto negli accordi regionali, vuole avere un controllo più diretto e collegato alla centrale 118 delle emergenze. Ma la decisione del direttore generale dell'Asl è stata contestata dalle associazioni che hanno reso pubblici questi numeri invitando l'Asl a monitorare le prescrizioni effettuate dai medici di base e a tenere conto dell'invecchiamento della popolazione che porta nuovi bisogni.

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