Il dolore
«Troppi cambiamenti che minano l'operato»
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Uno scorcio del centro storico di San Miniato Il presidente di Confcommercio critico su San Miniato Promozione
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SAN MINIATO. Una nuova bufera all'orizzonte per San Miniato. Dopo i botta e risposta sulle elezioni al Centro commerciale naturale, questa volta è la Fondazione San Miniato Promozione (Smp) ad essere entrata nell'occhio del ciclone, dopo le recenti dimissioni dei due consiglieri Ghizzani e Sforzi. Per dire la sua è intervenuta anche Confcommercio di Pisa. Sulla doppia possibilità di trovare sostituti o sciogliere il Cda e formarne uno nuovo si è scatenato un gioco di possibilità. Anche per questo Confcommercio di Pisa, col direttore Federico Pieragnoli a fare da portavoce, ha voluto mettere in chiaro la posizione della confederazione. «E' l'ora che San Miniato Promozione diventi una fondazione "del fare", deve essere messa in grado di operare liberamente sulla promozione del territorio, indipendentemente da chi la guida. Solo dopo aver dato questa possibilità si potranno esternare giudizi sul suo operato. Ben venga un gruppo che lavori seguendo questa linea. Ma fino ad oggi, anche a causa dei continui cambiamenti all'interno del consiglio, non si può parlare di una San Miniato Promozione operativa». Tra le tante opzioni che ruotano intorno al futuro della Fondazione, presieduta da Domenico Ragone, era stata paventata quella di un possibile inserimento di Confcommercio all'interno del consiglio. Pieragnoli, però, smentisce: «Non siamo interessati a delle poltrone. Ben venga una Smp operativa per il bene del territorio e dei commercianti, con o senza Confcommercio». Se per quanto riguarda San Miniato Promozione Pieragnoli si dice aperto a qualsiasi soluzione, la stessa cosa non si può dire nei confronti del Ccn, al quale il direttore chiude la porta. «Hanno detto - continua - che Confcommercio voleva entrare in tutti modi nel Ccn? Io invece ricordo che in passato era l'associazione stessa che faceva richiesta per aderire alla confederazione. Oggi, dopo la posizione presa dal presidente Manetti, abbiamo deciso di chiudere col Centro commerciale. Non dirò mai a miei iscritti di non aderire al Ccn, ma noi andremo per la nostra strada». G.R.
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