Il Tirreno

Pontedera

Stretta sui passi carrabili

Giacomo Pelfer
Il sindaco Marvogli; sopra un passo carrabile
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Il sindaco Marvogli; sopra un passo carrabile

Castelfranco, centinaia le sanzioni in arrivo a cittadini e aziende

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 CASTELFRANCO. Sono le aziende a inaugurare lo scontro sui passi carrabili. Decine i ricorsi in arrivo sul tavolo del Giudice di pace, contro le numerose sanzioni pervenute nelle scorse settimane agli indirizzi residenziali e aziendali nel comune di Castelfranco. L'accusa è quella di aver evaso l'apposito canone per l'occupazione di suolo pubblico. La richiesta del Comune è di versare quanto dovuto per il 2010 e 2011, con i relativi interessi e sanzioni, per una richiesta economica che oscilla da un minimo di 300 euro, per molte famiglie, fino ad alcune migliaia di euro per le ditte della zona industriale e artigianale.  Un salasso d'inizio anno, che in molti contestano per tempi, procedure e modalità. Le sanzioni elevate, in tutto, sono diverse centinaia, esito di un censimento condotto nel 2010 dall'Azienda speciale servizi pubblici locali su circa 3mila passi carrabili sparsi per il territorio comunale. Oltre 500 gli avvisi di accertamento spediti tra novembre e dicembre, più altre 300 schede che presentano elementi d'incertezza, e che sono ancora al vaglio dei tecnici. L'obiettivo, per l'amministrazione, era quello di avere un quadro complessivo della situazione, facendo emergere ogni situazione d'irregolarità. Il tutto, ovviamente, in un momento di grande difficoltà economica per i Comuni.  Le aziende che hanno presentato ricorso sono già una cinquantina, decise a far valere le proprie ragioni contro, «un modo di agire - dicono - che sembra limitato alla sola necessità di far cassa». Ad essere contestata è soprattutto la tempistica degli accertamenti, eseguiti nel dicembre del 2010, ma comunicati quasi un anno dopo facendo così cadere il termine, fissato per ottobre, entro il quale è possibile mettersi in regola almeno per l'anno successivo. Da qui la richiesta economica per saldare entrambi gli anni, con i dovuti interessi e le relative sanzioni.  «Sarà un caso - dicono gli imprenditori - ma nessuno si è preoccupato di avvertirci». Ad essere contestata, poi, è l'accusa di occupazione abusiva di suolo pubblico per gli accessi aziendali a raso, che insistono su strade senza marciapiede. In questi casi, secondo le osservazioni degli imprenditori, gli accessi non andrebbero considerati come passi carrabili, e la richiesta per l'occupazione di suolo pubblico sarebbe a libera discrezione del proprietario.  Una partita parallela riguarda poi le utenze residenziali. Anche in questo caso si contestano "i tempi anomali" trascorsi tra il controllo e l'invio della sanzione, quasi sempre con un intervallo di tempo di almeno un anno. Molti cittadini, poi, denunciano errori consistenti nella metratura degli accessi, che talvolta sarebbero superiori di alcuni metri rispetto alla larghezza reale. Infine la mancata comunicazione, negli avvisi di accertamento, dei termini per presentare ricorso. Alcune decine di cittadini si sono riuniti nei giorni scorsi, per valutare insieme a un legale le eventuali azioni da intraprendere (questo il numero di cellulare messo a disposizione per informazioni: 345 2112440). All'orizzonte c'è la possibilità della nascita di un vero e proprio comitato.

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