Il Tirreno

Pontedera

L’intervento di Nocchi (Pd)

«Aperture selvagge, bene il ricorso»

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 PONTEDERA. «Non siamo convinti che si possa uscire dalla crisi liberalizzando in maniera selvaggia i giorni e gli orari di apertura degli esercizi commerciali». Così Francesco Nocchi, segretario provinciale Pd, interviene sulla questione delle aperture "selvagge" dei negozi. «Non crediamo - prosegue - che trovando il punto vendita della grande distribuzione aperto a Natale e a Pasqua il cittadino-consumatore possa trarre un vantaggio. Anzi: l'impatto negativo di provvedimenti di questo tipo rischia di essere molto forte, sia sotto l'aspetto economico-occupazionale che culturale».  In Toscana è stato raggiunto un punto di equilibrio tra le esigenze della grande distribuzione, quelle dei negozi di vicinato e quelle dei consumatori. «Non tenerne di conto sarebbe sbagliato», commenta. La Regione, anche con l'ultimo provvedimento, ha già allargato le possibilità di apertura: si può stare aperti fino a 13 ore al giorno, ai singoli Comuni sono consentite ulteriori deroghe e solo 8 festività l'anno sono per fortuna salvaguardate interamente: 25 e 26 dicembre, 1 gennaio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio e 15 agosto.  «Davvero qualcuno pensa che aprendo sempre e comunque aumenteranno i consumi dei cittadini? - conclude Nocchi - Crediamo di no. Le grandi aziende dovrebbero sopportare costi maggiori, quelle piccole, soprattutto a conduzione familiare, soffrirebbero una concorrenza insostenibile e le condizioni di lavoro di dipendenti e commercianti sarebbero peggiori. Siamo convinti che in ogni realtà del nostro territorio sia necessario arrivare, attraverso la concertazione tra Enti locali, categorie economiche e organizzazioni sindacali, a predisporre ordinanze che tengano conto degli interessi di tutti i soggetti interessati: grandi aziende, piccole aziende e cittadini. Un riferimento normativo c'è: è la Legge Finanziaria della Regione Toscana, suffragata dalla circolare esplicativa, che ribadisce come la materia sia di stretta competenza regionale. In questo senso troviamo corretto il ricorso annunciato dal presidente Rossi contro la decisione del Governo».

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