Il dolore
Da gennaio sarà applicato il rincaro, che il referendum di giugno aveva cancellato, per gli investimenti
Acqua, le bollette saranno più care
Paola Silvi
E la gente si mobilita: «Chiederemo l'autoriduzione delle tariffe»
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PONTEDERA. Il referendum per abrogare il profitto sulle bollette dell'acqua è passato oltre 6 mesi fa. E il suo esito è stato sancito da un decreto del presidente Napolitano. Ma la vittoria referendaria alla quale il Forum Acqua Valdera ha contribuito con la raccolta di firme rischia di restare una vittoria di facciata. «Dal giorno del referendum - spiega Stefano Petroni, referente del Forum - è passato diverso tempo ma le tariffe non sono diminuite, perché i gestori nonostante le diffide da noi inviate, hanno ignorato il risultato del referendum». Per questo motivo il Forum torna ad alzare la voce con una nuova mobilitazione popolare, indetta a livello nazionale. Una campagna all'insegna dell'obbedienza civile che in alcuni territori vicini è già attiva mentre a Pontedera è prevista la partenza ufficiale entro la fine del mese. Si tratta di un invito a non pagare la remunerazione del capitale investito, cancellata appunto dal referendum e dal decreto presidenziale. «La campagna si chiama di "obbedienza civile" - continua Petroni - perché non stiamo disubbidendo ad una legge ingiusta, ma solo obbedendo alle leggi, in vigore proprio perché modificate dal referendum. Speriamo che con quest'ennesima iniziativa gli enti finalmente si rassegnino e inizino ad applicare la legge». Senza contare che nel 2012, coerentemente a che cosa succede ormai da 10 anni, c'è il ritocco della tariffa idrica deciso dall'Ato 2 per finanziare il piano d'investimenti dell'intera rete. Sono gli utenti e non più lo Stato, secondo la legge Galli, a contribuire economicamente alle ristrutturazioni o riqualificazioni. E gli aumenti sono proporzionali alle opere da realizzare. Fino al 2021 sono stati previsti investimenti che in generale dovrebbero incidere sulla bolletta per un 4/5%, a cui però va sommata l'inflazione che si aggira tra l'1,5% e il 2%. In totale allora, per le utenze domestiche, il rincaro medio si dovrebbe assestare dalle 5 alle 10 euro. «Ogni utente del servizio idrico che aderirà alla campagna - specifica il referente - lo farà perché consapevole dei propri doveri ma anche dei propri diritti». Il primo passo per l'adesione sarà quello di una dichiarazione da inviare all'ente gestore, in questo caso l'Ato 2 per comunicare l'intenzione di decurtare dalla bolletta la voce del profitto che corrisponde al 7% destinato al capitale ma che incide, in realtà, molto di più, fino quasi al 20%, calcolando gli investimenti realizzati o previsti. «Si potrà poi - aggiunge Petroni - richiedere il rimborso della quota pagata nelle bollette inviate dopo il 21 luglio. Una sorta di rimborso, insomma. Infine si dovrà revocare la domiciliazione bancaria della bolletta e ovviamente, al momento del pagamento, verrà versato solo l'importo richiesto, decurtato dalla quota relativa al capitale investito». Il Forum dell'Acqua Valdera non si aspetta che vada tutto liscio. «Sappiamo che sarà necessario formare del personale capace di rispondere alle domande della gente e sostenere gli utenti al momento della compilazione dei moduli. E se Acque spa farà ricorso, i cittadini potranno rivolgersi al giudice di pace o al pool di legali che finora ci ha sostenuto. Del resto l'esito del referendum e tutte le altre sentenze che ne impongono l'applicazione depongono a sfavore delle società di gestione che ancora fanno pagare la quota». Così, dovremo aspettare solo un paio di settimane e il popolo dell'acqua scenderà in piazza con banchetti, volantini e manifesti. «Apriremo anche degli sportelli informativi - conclude Petroni - perché sentiamo la responsabilità di portare fino in fondo questa battaglia. Punto di riferimento è Arezzo che ha fatto da apripista e dove, nel primo mese, si sono registrati oltre 200 ricorsi».
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