Toscana
CORSA ALLAFFARE
Ok la prima giornata dei saldi, brindano soprattutto i franchising
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Una veduta del corso Matteotti ieri, primo giorno di saldi 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Si "saldi" chi può. Di primo mattino c'è un gran movimento in corso Matteotti a Pontedera. Con persone piene di buste e pacchi griffati al braccio. Considerate la crisi e le martellanti promozioni pre-natalizie andate non troppo a buon fine, sembra proprio che le famiglie abbiano aspettato il fatidico inizio degli sconti per rifarsi il guardaroba. «Ero d'accordo con il mio fidanzato di posticipare i regali di Natale e aspettare i saldi per comperarci qualcosa», racconta Elisa, in tasca un contratto interinale di sei mesi in un'azienda della zona. Lei ha 30 anni, il suo compagno pochi di più. Anche lui non se la cava meglio, con un incarico di un anno in una società di Ponsacco. «Ho acquistato un po' di cose spendendo il 50% in meno del prezzo iniziale, purtroppo oggi bisogna stare attenti ad ogni minima spesa se si vuole andare avanti». Le grandi catene, già note per i prezzi concorrenziali, sono state letteralmente prese d'assalto. «Dobbiamo farci riportare tanti capi, già andati esuariti», dicono da un franchising del centro. Sono questi tipi di attività che, a fine serata, più di altri, festeggiano il primo giorno di saldi. Anche i negozi griffatissimi non sono da meno. In tanti, soprattutto al femminile, aspettando il d-day per acquistare quel capo che puntavano da giorni. «Ma che costava veramente troppo - esclama Benedetta di Bientina -. Adesso ho pagato comunque un prezzo importante, ma è quasi la metà di quello da cartellino». Griffe, abbigliamento no-logo: tutto finisce nelle buste. «L'importante è trovare la taglia, io ho una 44 e tante cose sono già finite», chiude l'impiegata bientinese.
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