La manifestazione
La messa in piega è anche a mandorla
Francesca Suggi
Sbarca a prezzi stracciati il primo parrucchiere cinese
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PONTEDERA. Che vinca la piega a mandorla è tutto da vedere. Di sicuro è low-cost. Qui Pontedera, piazzetta Arno: a due passi dal centro spunta il primo coiffeur "made in China". Dopo aver creato scompiglio per i prezzi stracciati in tante piazze della Toscana, anche la città della Piaggio da 4 giorni si trova a dover fronteggiare nel settore dei saloni un nuovo concorrente. Che arriva dall'Oriente, non con furore, ma con un listino prezzi da ossigeno al portafoglio. I due titolari sono Lìwei Lì e Tianwci L'u: 25 anni il primo, 30 anni il secondo, arrivano da una città vicino Shangai. «Abbiamo tutte e due lavorato in questo settore, io a Milano e il mio collega in Cina», racconta in un italiano zoppicante il coiffeur più giovane. I due hanno rilevato un negozio di parrucchiere che già c'era. Pareti rosastre, arredi minimali: comincia così l'avventura dei due commercianti. «Per adesso abbiamo avuto poche persone perché non ci conosce nessuno e all'inizio c'è diffidenza», sottolineano. Un occhio al listino. Taglio e piega "only for men" costo 10 euro, mentre per le donne shamphoo, piega e taglio si va a 12 euro. I prezzi sono decisamente più bassi dei colleghi occidentali. Addirittura sono dimezzati. Tinta e piega: bastano due banconote da 10 euro e poco più per uscire con i capelli fatti. «Abbiamo scelto Pontedera perché avevamo in zona degli amici», continua Lìwei Lì. Il locale è vuoto. Qualcuno passando sbircia, ma niente più. Sicuramente i due titolari dovranno esercitare il loro italiano per ben comprendere le esigenze della futura clientela. La saracinesca del Sol Levante mette subito in allarme i colleghi occidentali. Fanno paura i prezzi low-cost che in questi momenti più che mai potrebbero fare da catalizzatore. Qualità dei prodotti, regole da rispettare, controlli: questo si auspicano i saloni di Pontedera. «Anche loro devono attenersi alle stesse nostre regole», dicono in coro.
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