Il Tirreno

Pontedera

In piazza con don Armando

Paola Silvi
In piazza con don Armando

Domenica alle 10 la manifestazione a Perignano raccolta di firme per la cittadinanza agli immigrati

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 LARI. "Siamo tutti Zappolini". Uniti sotto un'unica bandiera, forti di questa convinzione, i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni provinciali, ma anche cittadini comuni che condividono la scelta di don Armando (foto), alzano la voce e si mobilitano. A formulare la proposta è l'assessore provinciale alla legalità, Gabriele Santoni. «Ci troviamo a Perignano domenica, dalle 10 alle 13 davanti alla chiesa, per raccogliere firme a sostegno della cittadinanza italiana ai bambini stranieri».  Un gesto di vicinanza e solidarietà al parroco diventato oggetto di critiche da parte di Forza Nuova per aver inserito nel presepe della sua parrocchia le schede anagrafiche di tre bambini figli di immigrati che vivono in Italia. «L'idea nasce dall'intenzione di attualizzare il presepe. Ma abbiamo avviato anche una raccolta di firme per due proposte di legge sui diritti di cittadinanza degli stranieri. Gesù - spiega don Zappolini - oggi dovrebbe chiedere il permesso di soggiorno».  La manifestazione parte dall'episodio singolo ma si dipana nelle pieghe dell'etica e della moralità «per trovare una base comune di valori - continua Santoni - a cui tutti ci ispiriamo». Di fatto, a pesare come un macigno non sono le opinioni diverse «che ognuno deve avere la possibilità di esprimere», aggiunge don Armando. Ma è il modus operandi, «il linguaggio - specifica Santoni - il richiamo alla razza in una terminologia fascista usata da Forza Nuova che evoca un passato buio».  Zappolini e Santoni che viaggiano dalla Toscana al sud Italia, in nome di Libera, coinvolgendo oltre mille abitanti della provincia di Pisa, per lottare a favore della legalità, per avviare produzioni agricole nelle terre confiscate alla mafia, per offrire aiuto e sostegno, non possono accettare queste barricate ideologiche. Proprio don Armando, cofondatore e per anni presidente di Balobasha, associazione di volontariato che si occupa di sostenere le adozioni a distanza in Congo, Tanzania, India, Uganda, non può far finta di niente sui diritti umani.

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