La manifestazione
CASO-SALINE
Ermanno Marconcini
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VOLTERRA. Alcuni cittadini risalendo il corso del torrente Ergagno (il Gagno) lungo il tratto ad ovest di Montereggi, a monte di circa 250 metri dal ponte sulla ex statale 68 in località San Domenico, hanno rilevato l'abbassamento della quota del letto del fosso in due punti prossimi tra di loro, a forma di un cannocchiale del diamestro ciascuno di circa 8 metri ed una profondità di circa un metro dove l'acqua del fosso genera una cascata, penetrando nelle viscere della terra. Questi avvallamenti non fanno parte del cantiere Solvay del bosco degli Spadini, ma sono compresi nella concessione mineraria di Buriano. Questo fatto lascia perplessa la popolazione in quanto smentisce ciò che Solvay, a mezzo dei suoi tecnici, ha affermato e cioè che al di fuori dell'area interessata dai pozzi di sfruttamente non si generano né avvallamenti, né subsidenze, néè camini di collasso. Perché allora questi avvallamenti? E l'acqua che penetra nel terreno dove va a finire? Tale fenomeno dovrebbe essere spiegato perché il tratto di terreno su cui scorre il Gagno, ad ovest di Montereggi, e cioè la piana compresa tra Montereggi ed il bosco degli Spadini è sterile. Quindi priva di sedimenti di minerale salino. Occorre peraltro ricordare che proprio su tale tratto di terreno è previsto il progetto della variante Saline sul percorso Cecina-Pontedera, ritenuto indispensabile e propritario dalla Provincia di Pisa, ove davvero nell'ammodernamento del tracciato stradale si volessero evitare la strettoia e l'ingorgo del traffico di Saline. Perché la Provincia, magari informata da chi ne ha l'obbligo ed il dovere, non dispone un sopralluogo?
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