Il Tirreno

Pontedera

Licenziamento per i dipendenti Delca

Guido Bini

Il loro appello. «Chiediamo alle istituzioni di non abbandonarci»

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 LUGNANO. Il licenziamento collettivo è arrivato poco prima di natale e ha coinvolto tutti e 27 i dipendenti ex Delca. Un passo doloroso ma inevitabile - anche a detta dei sindacati -, al quale si è arrivati dopo un anno intero di cassa integrazione e con la nomina di un liquidatore da parte del tribunale di Pisa. Ma che ne sarà di questi lavoratori? «La nostra paura - dice apertamente Mauro Bianchi, ex rappresentante sindacale interno - è quella di finire nel dimenticatoio. Per questo, a nome di tutti, mi sento in dovere di rivolgere un appello al liquidatore, perché ci renda partecipi delle strade che intende intraprendere o che ha già intrapreso, nonché alle istituzioni, perché non ci abbandonino».  Operante nel settore dei rifiuti, la Delca entrò in crisi nella primavera del 2010. Dal mese di giugno gli stipendi non furono più pagati ma la situazione, fino ad allora incerta, apparve drammaticamente chiara soltanto ad agosto, con le notizie provenienti da Massa. Qui Delca aveva i suoi principali interessi e qui, nell'estate del 2010, venne alla luce un buco milionario nella gestione del ciclo di rifiuti.  Un vero e proprio terremoto economico e politico, che ebbe come conseguenza immediata un'indagine giudiziaria oggi chiusa con 19 persone accusate di vari reati. Fra queste, oltre a un parlamentare e alcuni amministratori politici locali, come l'assessore provinciale all'ambiente, anche Domenico Del Carlo, titolare di Delca, e cinque fra tecnici e rappresentanti Delca considerati coinvolti direttamente con lo scandalo dei rifiuti di Massa.  Tornando ai dipendenti Delca di Lugnano, il 20 novembre 2010 scattò per loro la cassa integrazione in deroga, che rinnovata di tre mese in tre mesi li ha lasciati «come sospesi in un limbo», ebbe a dire un dipendente, per un anno intero, ossia fino due mesi. In tutto questo tempo la Delca, completamente inattiva, non ha potuto far altro che portare i registri in tribunale per chiedere e ottenere il concordato preventivo. Il tribunale di Pisa ha nominato liquidatore della Delca lo studio commercialista Castellani di Pontedera, che come prima mossa pressoché obbligata ha avviato la procedura di licenziamento collettivo. In più, ha provveduto a corrispondere agli ex dipendenti lo stipendio relativo ai giorni intercorsi fra lo scadere della cassa integrazione e il licenziamento, ma si tratta di spiccioli in rapporto a quanto ancora devono avere.  «Abbiamo avuto poco più di cinquecento euro - racconta Bianchi -, quando ancora dobbiamo riscuotere quattro mensilità, le ferie e la liquidazione. Il liquidatore ci dice di stare tranquilli ma poi non ci dice altro, e la preoccupazione nostra è che la Delca sia portata al fallimento». Altra preoccupazione dell'ex rappresentante sindacale, affatto secondaria, è la possibilità per tutti loro di trovare una nuova occupazione. «Io ho 61 anni - dice - e come me altri quattro hanno superato i 50. Chi ci assume? Chi si preoccupa di noi?».

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