Trasporti
Pontedera, sulle aree produttive allo Scolmatore anche altri contenziosi sono pendenti
L'ex sindaco contro il Tar
Manolo Morandini
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Una veduta dellarea per insediamenti produttivi di Pontedera Critiche per la sentenza di condanna al Comune sul Pip 4
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PONTEDERA. «Congratulazioni!». È il commento dell'ex sindaco di Pontedera, oggi presidente di Geofor Spa, Paolo Marconcini in merito alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Toscana (Tar) che condanna il Comune per eccesso di potere e ingiustizia manifesta in merito alle procedure seguite per il Pip 4, all'epoca in cui indossava la fascia tricolore. Un commetto a fronte del silenzio dell'amministrazione comunale, che non si è neppure costituita in giudizio a difesa dei propri atti. Sono le carte a travolgere il disegno del Pip 4, l'area per insediamenti produttivi a Gello, ad ovest della strada che fiancheggia il canale scolmatore dell'Arno. Un primo ricorso che dà ragione ai proprietari dei terreni e altri ancora pendenti che potrebbero innescare un effetto domino. Il Tar, infatti, ha disposto l'annulamento della delibera del consiglio comunale di Pontedera del 16 maggio 2006 relativa ai comparti attuativi B e C del Piano per insediamenti produttivi 4. L'amministrazione pontederese per i giudici del Tar ha adottato il provvedimento «in difetto di previa apposizione sull'area interessata di vincolo preordinato all'esproprio». In sostanza, manca la previsione urbanistica sulla base del quale il Comune può disporre l'esprorio dei terreni. E non è sufficiente la dichiarazione di pubblica utilità di ciò che su quelle aree si prevede di realizzare. «Quei terreni erano agricoli ma non coltivati, il loro valore è, pur in un quadro regolato, accresciuto - dice Marconcini -. Se lo desiderano i legittimi proprietari possono intraprendere, metterli a frutto. Ma no, si preferisce contestare al Comune questa possibilità con buona pace di tutti coloro che spendono parole contro la proprietà assenteista, contro la rendita e auspicano la crescita produttiva del Paese. È bene che quei campi a ridosso di una preesistente zona industriale restino incolti, aspettando che?». Che aggiunge: «Alcuni proprietari chiesero che terreni di quella zona potessero divenire "fabbricativi" dove la parola "fabbrica" non sta per impresa, bensì per abitazione: case immerse nella zona industriale! Allora, probabilmente, non ci sarebbero stati ricorsi al giudice, né sentenze a tutela della legittima proprietà. Che stupidaggine! Pontedera si è data con il Piano le possibilità di crescita, ma ha anche definito i limiti di tale crescita e la città per la sua storia ha bisogno di aree industriali». Marconcini ammette di non ricordare i particolari della vicenda in questione, ma non si tira indietro. «Ero sindaco allora e ne porto comunque le responsabilità e sono a disposizione. Oggi, come cittadino e come appartenente alla classe dirigente della nostra società, invito il Comune ad andare avanti e cercare tutti gli elementi legali per affermare il diritto pubblico, l'etica pubblica e proseguire per l'area industriale ed il Pip gli indirizzi di Piano, approvati dalla Regione, dalla Provincia di Pisa e dal Consiglio Comunale».
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