Sicurezza
AMARCORD
Tra famiglie sfollate ricordi e aneddoti
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Giacomo Pardini 1 MINUTI DI LETTURA
CRESPINA. «Vivevamo in sette là dentro durante la guerra». Anni Quaranta, nelle pagine ingiallite di una storia che non c'è più, sgorgano i ricordi di Luciano Caluri. Anche lo storico commerciante livornese non c'è più dall'aprile 2008. Eppure tanto ha raccontato, qualche mese prima della sua morte, sulla ex scuola, quando il Comune organizzò un sondaggio tra la popolazione per capire quale sarebbe stata la scelta migliore per il futuro della struttura, chiusa da anni. «Eravamo due famiglie sfollate di Livornse. Al tempo la città era invasa dai nazisti e sfollammo a Crespina l'8 maggio 1943», ricordava Caluri. Amarcord e nostalgia pure nelle parole di Gino Vannini che negli anni trenta andava a scuola alle elementari della Cozzi: «Avevo il grembiule nero col bavero bianco». Fa ridere l'aneddoto di Giacomo Pardini, altro crespinese doc. Lui ancora si ricorda di quando di quella mattina in cui rinchiuse la maestra Maria nel bagno.
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