Il dolore
Entro un mese l’approvazione del nuovo piano strutturale: Cenaia prevede una crescita di 800 abitanti
No agli "alveari", solo case di pregio
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Il sindaco Thomas D’AddonaIl sindaco: anche nel capoluogo si potrà costruire all'insegna della qualità
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CRESPINA. Ottocento abitanti in vent'anni da una parte, e trecento persone dall'altra. Nella palla di vetro, rispettivamente di Cenaia e Crespina, si specchia il futuro del Comune. Un orizzonte che il nuovo piano strutturale, che sarà approvato entro un mese, prova a delineare. «Durante le assemblee di presentazione del piano sono emersi gli argomenti salienti e c'è stata molta condivisione, del resto questi argomenti erano anche presenti nel programma elettorale», premette il sindaco Thomas D'Addona. Ecco qualche dettaglio urbanistico di quel che sarà: «Prevale la qualità dell'edilizia sulla quantità, per le frazioni minori solo completamenti che arricchiscano il tessuto urbano di contenuti pubblici. Non più lottizzazioni speculative come a Ceppaiano». E' sempre ben impressa nella mente del primo cittadino quella brutta storia targata Ceppaiano, con un borgo intero che provò a ribellarsi contro l'overdose di cemento che nel 2007 ha portato là ben 14 appartamenti. Non certo un belvedere, ma l'operazione non poteva essere fermata. Ecco che il sindaco D'Addona si attrezza e senza mezzi termini dice basta alla cementificazione selvaggia. «Cenaia è la frazione principale ed è quella che avrà una crescita maggiore (circa 800 abitanti in venti anni) L'obiettivo principale delle urbanizzazioni sarà quello di arricchire il paese di standard pubblici (parchi, palestra, piste ciclabili)», spiega ancora. Poi lo sguardo si volge al capoluogo: «Crespina - sottolinea - contrariamente al passato il piano strutturale prevede una crescita anche del capoluogo, abitazioni di media dimensione (ma anche piccola) ma con altissimi standard qualitativi, immerse nel verde e collegate urbanisticamente al centro del paese (circa 300 abitanti in venti anni)». Parlando di regolamento urbanistico in preparazione, torna l'argomento vendita della ex scuola Ersilio Cozzi. «La decisione di vendere la ex Cozzi perché possa essere ristrutturata ed abitata è una soluzione che si inquadra perfettamente in un disegno complessivo contemplato dal Regolamento Urbanistico che è in preparazione. Già i concetti preliminari sono stati presentati alla popolazione in un'assemblea l'estate scorsa; dopo l'approvazione del piano strutturale (tra un mese) potremo fare un'assemblea per presentare il lavoro che sta per essere terminato, ed è un lavoro ricchissimo di concetti innovativi. Sarà a tutti chiaro che lo sviluppo è cosa diversa dalla crescita, che l'aumento di popolazione ha senso solo se associato all'aumento di standard pubblici e di servizi, e sarà apprezzato da tutti il fatto che, a differenza del passato, si potrà costruire anche a Crespina, non solo evitando di danneggiare il paese, ma addirittura migliorandolo e valorizzandolo».
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