Il Tirreno

Pontedera

Negozianti divisi sulle aperture

Jacopo Paganelli
Giovanni Greco e i negozi di corso Matteotti
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Giovanni Greco e i negozi di corso Matteotti

«Se non ci sono soldi da spendere, inutile liberalizzare gli orari»

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 CASCINA. La rivoluzione che scioglie da qualsiasi vincolo gli orari di apertura degli esercizi commerciali, varata dal governo Monti, divide i commercianti del centro storico. Fra coloro che sono favorevoli e chi storce il naso, chiara è la posizione dell'amministrazione comunale. «Cascina deve trovare una soluzione comune a quella dell'area vasta pisana», comincia l'assessore al commercio Giovanni Greco.  «Il tavolo di concertazione è previsto per il nove gennaio. E intanto posso dire che l'intenzione del Comune è quella di puntare ad amalgamarsi alle decisioni della zona pisana.Le idee per ora, a un livello generale, sono poco chiare: la Regione ha in questi giorni inviato una circolare perché sembra che il recente decreto di Monti abbia leso le sue prerogative costituzionali. Noi enti locali dobiamo attendere la voce unica dell'Associazione nazionale dei Comuni».  Il dissidio però già anima le voci dei commercianti. «Io non sono personalmente d'accordo coi provvedimenti presi dal Governo», esordisce Massimo Mattolini del caffè "Il corso". «Che si stia aperti il giorno o la notte, le persone che spendono sono sempre le solite. Così come anche i soldi che ha nno a disposizione nel portafoglio. Il momento giusto per liberalizzare è quando c'è particolare prosperità economica, e non mi sembra sia questo il caso».  Su una lunghezza d'onda opposta invece il signor Simone Teressi, della tabaccheria a fianco. «A parer mio, il provvedimento è azzeccato: ognuno deve poter essere libero di lavorare in relazione alla propria voglia di mettersi in gioco. Si tratta di una questione di abitudine, come succede in diversi Paesi europei. Dove già da alcuni anni gli orari di apertura degli esercenti sono sdoganati. Io ho aperto da poco la mia attività imprenditoriale, ma credo che dalle liberalizzazioni non ci saranno svantaggi. Staremo invece a vedere se ci saranno i vantaggi».  Voce contraria invece Massimo Ceccotti, panettiere. «Con queste leggi si fa un indiscusso favore alla grande distribuzione, che può permettersi il personale per rimanere aperti con continuità di orari. Noi non possiamo permetterci di fare i turni, in quanto siamo solo io e mio figlio che tiriamo avanti l'attività».  A favore si schiera Francesco Corti, rivenditore di frutta, verdura e generi alimentari. «Se un esercente ha tanta voglia di lavorare, è giusto che possa farlo in tutta libertà». Del resto, come ricorda l'assessore Greco, «le liberalizzazioni sono un'opportunità da saper sfruttare con estrema attenzione, e noi dobbiamo mediare fra le diverse esigenze. Un'amministrazione oculata deve infatti essere in grado di scegliere il meglio per tutti i cittadini».

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