La manifestazione
La richiesta di soldi è una truffa
Sabrina Chiellini
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Una delle lettere recapitate in Valdera Le lettere sono indirizzate ad adolescenti che navigano sul web
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PONTEDERA. Attenti alle truffe via internet. In questi giorni stanno arrivando anche a giovani utenti della Valdera, dopo che casi analoghi sono stati segnalati in varie città d'Italia, richieste (o ingiunzioni) di pagamento inviate da Italia-programmi.net. Altro non è che l'ennesimo modo per raggirare i cittadini che in alcuni casi si sono già rivolti alla polizia postale. Il sito Italia-programmi.net è al centro di un'indagine ed è stata aperta un'istruttoria da parte dell'Antitrust per pratica commerciale scorretta a carico di Estesa Limited, proprietaria di Italia-programmi.net. Si tratta di un sito che offre un servizio di download di programmi a prima vista gratuito, ma che poi si rivela essere a pagamento. E così gli utenti vengono raggiunti da solleciti di pagamento e non sanno cosa fare. Nonostante il procedimento per pratica commerciale scorretta, con possibile adozione di un provvedimento cautelare, nei confronti della società Estesa Limited gli avvisi continuano ad arrivare anche dopo le denunce di cittadini e associazioni dei consumatori, come Aduc Firenze e Acu Piemonte. Digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software, in particolare l'antivirus Avira, accompagnato dalle parola "gratis" o "gratuito" o "free", appariva come primo risultato il link www.italia-programmi.net, secondo quanto segnalato dall'Antitrust. Selezionando il link, il consumatore veniva indirizzato ad un sito dove sotto la dicitura "Scaricalo subito" era richiesto di fornire dati personali utili alla registrazione. Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscriveva a sua insaputa, un contratto biennale con la società Estesa Ltd, con sede nella Repubblica delle Seychelles, per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro da pagare anticipatamente una volta l'anno. Da qui la richiesta di pagamento inviata a molti utenti (alcuni anche minorenni) indotti a credere che si trattasse di un servizio gratuito e quindi raggirati. C'è chi, spaventato dalla richiesta di pagamento, ha versato i soldi. Chi, invece, ha capito che era una truffa e ha cestinato l'avviso.
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