Lutto
Crespina, vendita come rilancio del borgo: quei 600 metri quadri furono anche la sede del primo Comune nel 1902
Albergo o abitazioni nella ex scuola
Francesca Suggi
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Lentrata principale della ex scuola media L'edificio nel centro del paese, rimasto chiuso per anni, è all'asta
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CRESPINA. Sei abitazioni di pregio. Oppure la possibilità di trasformare quei seicento metri quadri di storia e cemento nel centro del paese in albergo, affittacamere, oppure bed and breakfast. La vendita dell'ex scuola Ersilio Cozzi adesso è una realtà: l'edificio è all'asta. Lo aveva detto giù nel 2008 il sindaco di Crespina Thomas D'Addona. Quella maxi struttura, addirittura sede del primo Municipio crespinese per la prima metà del Novecento, da troppi anni era chiuso e inutilizzato nel cuore del borgo. Uno spreco. Un fantasma del passato, trasformato negli anni da scuola elementare a scuola media, fino ad arrivare - come ultima destinazione - ad ospitare la direzione didattica dell'istituto comprensivo G.Mariti. Poi la perizia tecnica di inagibilità del 2003, a causa del terreno argilloso. Le porte che si chiudono e il Comune che comincia a pensare al futuro di un edificio in qualche modo simbolo per il paese. «Recuperare la ex Cozzi all'uso pubblico non avrebbe senso e distoglierebbe le risorse dalla priorità del capoluogo che è il ripristino del San Michele», spiega il primo cittadino. «Quello di vendere la ex scuola è un argomento largamente condiviso dalla popolazione come dimostrato anche dal un sondaggio fatto con il giornale nel 2008. Si tratta anche di un impegno del programma elettorale». Il primo cittadino non nasconde che la scelta di mettere la struttura all'asta arriva anche da casse comunali risicate. «Il Comune non ha e non avrà mai le risorse per recuperare questo immobile all'uso pubblico, giacché ad oggi non esiste un'idea precisa di ri-utilizzo. E comunque sarà all'interno del San Michele che si potranno trovare tutti gli spazi nuovi necessari all'amministrazione e all'associazionismo». D'Addona va nei dettagli. «C'è da aggiungere che questo edificio è ancora in buone condizioni strutturali e può essere recuperato all'uso residenziale o ricettivo - e aggiunge - Ulteriori indugi da parte nostra porterebbero ad una perdita di tempo e a un deperimento progressivo dell'immobile». Ieri, oggi. La ex scuola è all'asta con un valore di base di 360mila euro. «E' un valore a base d'asta molto competitivo, considerando che si potranno realizzare appartamenti di pregio in un immobile storico nel centro del paese, dove di abitazioni invendute non ve ne sono affatto». Ecco che l'amministrazione impone vincoli e standard. Niente alveari abitativi. Neppure case low cost. Il Comune punta sulla qualità e pretende standard qualitativi alti. «Si potranno costruire un massimo di 6 unità abitative distinte, non più piccole di 60 metri quadri. L'indirizzo dell'amministrazione è quello di costruire evitando di danneggiare il paese, ma migliorandolo e valorizzandolo». Un particolare: la facciata principale non sarà alterata e vi resterà anche la lapide in memoria dei caduti della Grande Guerra. «Non vendere questo edificio - conclude - e non permettere che possa tornare ad essere vivo e abitato significherebbe condannare le future amministrazioni a dover provvedere d'urgenza per evitare crolli, come è successo per il S.Michele».
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