Il Tirreno

Pontedera

Nuova sede e ingresso ai privati

<b>PRESIDENTE. </b>Renato Bacci
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PRESIDENTE. Renato Bacci

S. Chiara, c'è il piano industriale. Bacci: 3 le proposte

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 VOLTERRA. Apertura a capitali privati, cambio di sede e pareggio dei conti per la gestione della Residenza sanitaria assistita (Rsa). Sono questi i cardini attorno ai quali ruota il piano industriale del Santa Chiara, da poco "licenziato" dal consiglio d'amministrazione dell'azienda di servizi alla persona e che verrà presto presentato al consiglio comunale, alla Società della salute e ai sindacati. Al momento esistono tre proposte, di cui una caldeggiata dallo stesso cda che puntano a un sostanziale miglioramenti dei conti.  «Per adesso - spiega il presidente Renato Bacci - siamo nel campo delle proposte. Prima delle scelte definitive e dell'approvazione dovremo confrontarci con i nostri referenti, dai quali attendiamo integrazioni, suggerimenti o altre nuove proposte per rendere migliore il piano industriale». Una sorta di lavoro di gruppo per una delle realtà più importanti, ma al tempo stesso più chiacchierate della Valdicecina. Una struttura pubblica, il cui bilancio è di 3 milioni di euro all'anno, ma che era abituata a registrare perdite di dodici mesi in dodici mesi quantificabili in 270mila euro. Il 2011 si chiuderà con un rosso di gestione di 180mila euro, risultato che fa dire a Bacci che si tratti della «concreta riduzione del deficit». Ma che non basta a colmare le lacune in cui versa il Santa Chiara.  Ecco perché l'obiettivo principale sarà quello di attirare capitali privati in una quota comunque minoritaria rispetto alla maggioranza del 51% che «rimarrà pubblica», come sottolineato dallo stesso presidente che aggiunge: «All'inizio del nostro mandato ci siamo impegnati nella realizzazione del piano industriale e nel mantenere quest'azienda pubblica, con contratti pubblici per i dipendenti e il mantenimento dei livelli occupazionali. Ed è ciò che faremo. Nessun taglio di personale è previsto nel piano industriale». Su quanti capitali privati entreranno al Santa Chiara è ancora presto per dirlo, mentre sembra ormai scontato il cambio di sede che attualmente costa 150mila euro di manutenzione ogni anno. «Già questo sarebbe un bel risparmio - dice Bacci - ma una nuova sede ci permetterebbe di utilizzare meglio anche il personale e di realizzare economie di scala molto utili al bilancio». Poi Bacci aggiunge: «Che sia il Chiarugi la nuova sede o un altro edificio questo lo vedremo in seguito».  Il pareggio dei conti per la gestione della Rsa in 4 anni passa da nuovi servizi come la già nota casa-famiglia per i malati di Sla, oppure l'apertura anche all'esterno del servizio di fisioterapia, oltre ad altre non precisate «attività che si adattano bene alle caratteristiche di un'azienda come il Santa Chiara». L'iter per l'approvazione del piano industriale richiederà circa due mesi di confronti e passaggi istituzionali. Andreas Quirici    MARTIGNONI SUL CASO SOLVAY «Bisogna recuperare un rapporto ora inesistente»  POMARANCE. Sulla caso Solvay, ecco cosa si auspica il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.  «Mi auguro che con una gestione attenta e abile a livello di zona si riesca a recuperare il rapporto con Solvay che adesso è inesistente. In passato tale rapporto non è stato gestito con sufficiente continuità ed è mancato un monitoraggio continuo. Non credo che Solvay possa continuare ad operare sul territorio con tutte le criticità evidenziate dalla coltivazione dei bacini del sale, senza un accordo di garanzie e tutele per l'abitato di Saline ed in mancanza di un'adeguata valorizzazione del territorio. Sono fiducioso di una possibilità di rivisitazione dell'accordo», chiude il primo cittadino.

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