Il Tirreno

Pontedera

L'Asl unisce le centrali del 118

Sabrina Chiellini
Rocco Damone e sopra un’ambulanza all’ospedale
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Rocco Damone e sopra un’ambulanza all’ospedale

Per risparmiare tolta a Esculapio la gestione del trasporto sanitario

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PONTEDERA. L'Asl 5 di Pisa riprende in mano la gestione della centrale di secondo livello, dopo che per tre anni il servizio è stato affidato ad Esculapio, ente regionale previsto dall'accordo quadro con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato.  Una novità voluta dal direttore generale dell'Asl 5 Rocco Damone. E il passaggio si è concretizzato con l'inizio dell'anno nuovo. Motivo? Si cerca di risparmiare i soldi pubblici. E di questi tempi non fa certo una cattiva impressione. A conti fatti, le somme pagate in questi tre anni dall'Asl 5 per il trasporto sanitario sono state ritenute eccessive dal direttore generale dell'azienda sanitaria- «il servizio ci costa sempre di più» - che ha deciso di cambiare l'organizzazione del lavoro di chi ogni giorno è chiamato a gestire tutti i servizi di trasporto sanitario considerati ordinari: le dimissioni e i ricoveri ospedalieri, gli spostamenti non urgenti con ambulanza per pazienti classificati come codici bianchi e i trasferimenti ospedalieri.  «Abbiamo deciso di unificare le due centrali, quella delle emergenze e quella di secondo livello, per organizzare in maniera più efficace il lavoro e per risparmiare risorse che possiamo investire in altri servizi per i cittadini», spiega piuttosto convinto della sua scelta il dottor Damone. «In questo modo il controllo di tutti i trasporti che vengono effettuati con ambulanze torna ad essere pubblico. Il personale della centrale di secondo livello resta alle dipendenze di Esculapio ma risponde alle direttive che vengono date dal responsabile del 118. A livello occupazionale non ci sarà alcu cambiamento ma abbiamo la necessità di verificare in maniera puntuale l'utilizzo che viene fatto delle ambulanze delle associazioni di volontariato». Negli ultimi tre anni c'è stato un eccesso di richieste di servizi ordinari con anbulanza, l'Asl vuol capire il perchè. Inoltre in alcune occasioni sarebbero stati affidati servizi ad associazioni troppo distanti dal luogo dell'intervento, senza attivare associazioni che erano più vicine a chi aveva chiesto il servizio.  Nei mesi scorsi, quando ci sono stati i primi dubbi sulla gestione di questo settore, Esculapio aveva respinto le critiche e spiegato che le richieste erano aumentato perchè la popolazione sta invecchiando e aumentano i bisogni. I medici degli ospedali poi tendono a curare il paziente a domicilio con maggiori necessità di trasporto a sedi di cura e diagnosi.  Spiegazioni che forse non hanno convinto. «I costi sono aumentati del 12% e per la nostra azienda non sono più sostenibili - spiega ancora Damone - dobbiamo contenere l'aumento entro il 5% e questo lo possiamo fare solo con un controllo più diretto anche se questo non cambierà il nostro rapporto con le associazioni di volontariato». Per i dipendenti che lavorano nella centrale di secondo livello l'Asl continua a pagare all'associazione Esculapio circa 500mila euro all'anno. Non è escluso che nel futuro l'Asl possa attivare un percorso per stabilizzare gli operatori, prima alle dipendenze delle associazioni di volontariato e poi di Esculapio.

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