Il Tirreno

Pontedera

Il titolare dei Magazzini Mangini «Dateci l'opportunità di lavorare»

2 MINUTI DI LETTURA





 TERRICCIOLA. «Dopo la scelta di aver liberalizzato le licenze che senso ha mettere dei cavilli sulle aperture?». È quanto si chiede Armando Mangini, titolare dei Magazzini Mangini, 20 dipendenti per3mila metri quadrati di tessuti, abbigliamento, biancheria e intimo a La Rosa di Terricciola. «Con i miei dipendenti abbiamo sottoscritto un accordo per cui a rotazione ogni due domeniche lavorate una è di festa - spiega l'imprenditore -. Stando aperti diamo un servizio e se ci sono i numeri c'è anche la possibilità di fare qualche assunzione. La legge dice che si può stare aperti e non che si deve. È una possibilità, chi ci vede una convenienza la può sfruttare».  A La Rosa stare aperti la domenica e i festivi fa la differenza. «Con la nuova normativa nazionale andremmo a recuperare una decina di domeniche nell'arco dell'anno - spiega Mangini -. Anche perché da metà giugno a metà settembre non abbiamo la convenienza a restare aperti». La filosofia per il signor Armando è semplice: «Nessuno ha intenzione di lavorare più di dodici ore. Ma si lavora perché ne abbiamo necessità altrimenti faremmo altro nella nostra vita». E la questione è tutt'altro che accantonata. «Col titolare del Bottegone della Calzatura stiamo predisponendo una lettera da inviare all'Unione dei Comuni per far valere le nostre ragioni. Abbiamo intenzione di lottare. A Terricciola tra la mia impresa e il Bottegone escluso i familiari contiamo una trentina di dipendenti, siamo l'attività più importante per numero di addetti dopo il Comune». M.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web