Sicurezza
Contro la crisi il locale che non chiude mai
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Alessandro Signorini Il ristorante dedicato a Nuvolari è aperto tutta la settimana
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FORCOLI. Sette giorni su sette. A pranzo e a cena. «Questa è la mia ricetta contro la crisi. Ho aperto da poco e devo dare un servizio che nessuno fa», ha energia da vendere Alessandro Signorini. Il 17 luglio, alle 17.17 lui e la sua compagna Daniela D'Annibale, entrambi di Pontedera, ridanno vita a un locale chiuso da due anni in quel di Forcoli. «Abbiamo voluto sfidare la superstizione, stappando lo stumante proprio allo scoccare delle 17 17 minuti», ci scherza su. Si chiama Nivola, in omaggio al suo amato campionissimo, il mantovano volante Tazio Nuvolari. E pure il ristorante si rifà alla sua inseparabile maglia gialla. «Diciamo che l'energia di Nuvolari ci aiuta per sopportare il sacrificio, che è indubbio, di stare aperti sempre - non nasconde - Perché questa scelta? Oggi giorno non si può fare diversamente. Senza sacrificio non si ottiene niente, e purtroppo più mi guardo intorno e più vedo che la maggior parte delle persone tende a cercare le vie più facili per andare avanti. In questo modo lavoriamo». Alessandro e Daniela, dopo 5 mesi non-stop di coperti e clienti da mettere a tavola, si sono "concessi" la loro prima chiusura la sera dell'ultimo dell'anno. Una fermata forzata. «Non avevamo prenotazioni, la verità è questa. Altrimenti saremmo stati aperti». E' un tipo diretto Alessandro. Dopo anni di lavoro nelle cucine londinesi, quella City dove ha abitato per 5 anni, ha deciso di rimettersi in gioco. E ripristinare tutti quei segreti dello chef che riescono a dare un'identità sui generis al locale. Che ha pure due mascotte: il gatto Nivola che la coppia ha trovato lì e "adottato" e una tartaruga. Anche questo come mitico richiamo al loro idolo sulle due ruote che ricevette in dono da Gabriele D'Annunzio come portafortuna proprio una tartaruga. «Avere un locale tutto mio era un sogno nel cassetto. La pasta fresca fatta in casa è il nostro cavallo di battaglia - dice - Senza contare che qui tutte le cose sono preparate da noi, dai primi, alle salse, alle patatine fritte. Servo solo cose che mi piacciono, fregandomene delle mode che troppo spesso rendono i locali tutti uguali». In altre parole, è una sorta di dispensa della nonna quella che regna nella cucina di Forcoli. Ecco che da Nivola, in via Sacco e Vanzetti, al momento del caffè il must è la moca. Rigorosamente servita al tavolo. «A me piace più di quelli fatti con la macchinetta», chiude guardando l'orologio. Sono le 16. Tra un'ora e mezzo di riapre fino a tarda serata. Francesca Suggi ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 e 3
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