Il Tirreno

Pontedera

Cinquecento metri quadrati di presepe

Un particolare del presepe di 500 metri quadrati allestito per il Movimento Shalom
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Un particolare del presepe di 500 metri quadrati allestito per il Movimento Shalom

Un successo quello realizzato nel Seminario da Mario Rossi per il Movimento Shalom

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 SAN MINIATO. Un presepe davvero eccezionale quello allestito anche quest'anno da Mario Rossi, volontario del Movimento Shalom, nelle stanze del Palazzo del Seminario a San Miniato.  Oltre 500 metri quadrati di esposizione per circa due mesi di lavoro, con l'impiego di materiali riciclati e riciclabili, essenzialmente carta, legno, polistirolo e ferro.  «Un percorso nel quale il visitatore diviene egli stesso personaggio», come spiega con orgoglio l'autore, con un'attenzione particolare dedicata alle luci, fatte tutte con lampade tradizionali di recupero opportunamente modificate artigianalmente.  Il presepe, commissionato da monsignor Fausto Tardelli, vescovo di San Miniato, è giunto quest'anno alla sesta rappresentazione e resterà aperto al pubblico fino a fine gennaio negli orari 10-12 e 16-20 per consentire le visite anche alle scolaresche del circondario. L'opera, che si snoda per una decina di stanze e corridoi nelle cantine del Seminario, si inserisce nella rassegna «Presepi sulla Collina, 1.000 comete sotto la torre».  Dall'aula magna del palazzo si accede al presepe, che inizia attraversando la Giudea, con una moschea centrale e il suo minareto, che l'artista ha riprodotto fedelmente ispirandosi all'architettura della moschea di Prizren, che Mario Rossi ha visitato di persona nel corso del suo ultimo viaggio umanitario in Kosovo con il Movimento Shalom.  Poi, si attraversa la città di Nazareth, dove si aprono, ai lati della strada, botteghe, osterie e frantoi, per arrivare alla casa di Giuseppe e Maria, con il laboratorio del falegname fedelmente riprodotto e completo di attrezzi originali d'epoca. Proseguendo, il visitatore passa di fronte al muro del pianto, attraversa la reggia di Erode fino al luogo del censimento, con il caravanserraglio e le rovine del tempio di Davide, con le botteghe, i viandanti, la fonte d'acqua.  Da qui si arriva alla capanna della Natività, dove le scenografie si mescolano al paesaggio rurale samminiatese. Oltre la capanna, nel piazzale esterno, troviamo la rappresentazione della strage degli innocenti, dove una madre piange i figli uccisi dai soldati di Erode.  Mario Rossi desidera ringraziare pubblicamente la curia vescovile, che ha permesso la realizzazione del presepe, oltre al manipolo di amici che lo hanno aiutato con passione nel tempo libero, in particolare Franco Luci, Rino Guidotti, Azelio Testi e Luciano Beccari.

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