Attenzione
Pontedera vola verso quota trentamila
Paola Silvi
Al 31 dicembre i residenti sono passati a 28.693: più 342 rispetto alla fine del 2010
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PONTEDERA. Manca un soffio a raggiungere la vetta dei 30mila abitanti. Stavolta, la popolazione è vicina a sfiorare il traguardo. La città cresce e, sbirciando i dati forniti dall'ufficio anagrafe del Comune di Pontedera, aggiornati al 31 dicembre scorso, nei dodici mesi del 2011 i residenti sono passati da 28.351 a 28.693. Un trend positivo che non accenna ad interrompersi. Con un incremento di 342 unità. Le nascite e le morti. Sono 112 i maschietti nati nell'anno appena trascorso e 143 le femminucce. Nonostante la ricercata parità dei sessi, i fiocchi rosa superano quelli celesti. Ma nel ballottaggio tra nuovi pontederesi e pontederesi deceduti, i secondi hanno ancora la meglio. Sono 158 i decessi maschili e 165 quelli femminili. Il saldo naturale è dunque negativo ma gli iscritti per movimento migratorio continuano ad aumentare. Dove vivere. Il centro città a nord della ferrovia è il quartiere con il numero più alto di abitanti, 8.147, seguito a ruota da Fuori del Ponte con 6.904 residenti e in terza posizione dal centro a sud della ferrovia che conta 4.732 residenti, la stessa cifra del 2010. Hanno subìto invece un'impennata degna di nota le frazioni di Santa Lucia, passata da 953 a 1.008 abitanti, Il Romito da 1.608 a 1.639, Gello da 506 a 529 e I Pardossi da 682 a 716. Se i pontederesi scelgono di stabilirsi alle porte della città, nella tranquilla periferia, l'unica area a subire un calo è La Rotta che scende da 2.257 unità registrate nel 2010 alle 2.241 del 2011. Le famiglie. E in casa, in famiglia vive la maggior parte dei pontederesi. Il classico nucleo familiare è la tipologia più diffusa nel comune della Vespa. Le persone conviventi, magari i religiosi o gli utenti delle case di riposo, tanto per entrare nello specifico della categoria, sono solo 51. Neppure lo 0,2% degli altri cittadini che in totale raggiungono quota 28.642. Le prospettive. Così l'aumento demografico si accompagna con lo sviluppo della città. Il sindaco Simone Millozzi interpreta la panoramica scattata dall'anagrafe, la distribuzione degli abitanti nei quartieri e nelle frazioni in quest'ottica. In un'ottica, nemmeno a dirlo, di crescita. «Il salto, tutto positivo dei residenti - commenta il sindaco - dimostra quanto la città sia attrattiva e appetibile. Dimostra la centralità di Pontedera e la capacità della pubblica amministrazione di prevedere, anche sulla base degli strumenti urbanistici, le potenzialità del territorio». Pontedera non si ferma e cambia ancora volto. Varie le direzioni di crescita, basate su una politica di qualità. Dai servizi alle nuove lottizzazioni. «La città si ingigantisce per il numero di abitanti e cresce anche e soprattutto in termini di strutture socio-sanitarie e in attenzione». Una scommessa che si ripete di anno in anno. Gli stranieri. Ma Pontedera culla tra i suoi confini anche 3.897 cittadini comunitari ed extracomunitari iscritti all'anagrafe. Di questi 2.162 sono uomini mentre 1.735 donne. Un quadro che rende la città sempre più multietnica e che fotografa una realtà dove la nazionalità senegalese fa la parte del leone con 1.063 presenze. Si difendono gli albanesi con 665 membri, i rumeni che in tutto sono 546, i marocchini in 404, i nigeriani in 142 e gli ucraini in 105 alla ricerca di stabilità in quel di Pontedera. Ma dalla Tunisia allo Zimbawe, dal Kazakistan alla Georgia, sono ben 83 i paesi rappresentati. Con altre comunità finora in secondo piano che stanno emergendo considerevolmente. In testa i cinesi, a braccetto con i filippini, i polacchi e i bulgari. «La somma della presenza straniera - sottolinea il sindaco - è in linea con le previsioni dell'anno passato e mostra costanti movimenti. Si tratta ormai di un elemento strutturale nel tessuto sociale locale, che non può essere ignorato e che ci chiede di mettere in campo scelte orientate alla condivisione, al rispetto e alla conoscenza, per promuovere una convivenza che diventa poi ricchezza. Le nazionalità che vivono a Pontedera sono perfettamente integrate e questo grazie anche ad uno sguardo multiculturale che supera stereotipi e pregiudizi e sul quale da tempo abbiamo puntato».
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