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Pontedera

Negozi, il calo delle vendite è del 20%

Negozi, il calo delle vendite è del 20%

I dati negativi emergono dalle cifre del Centro Studi di Confcommercio

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PONTEDERA. Dimenticare presto il Natale 2011. Parola di commerciante. Deluso e arrabbiato per gli incassi.  La fotografia scattata nei giorni scorsi dall'Ufficio Studi di Confcommercio Pisa non lascia spazio a dubbi.  Commercianti e titolari di negozi di abbigliamento, calzature e accessori, durante i giorni precedenti il Natale, hanno fatto registrare un forte calo delle vendite, valutabile in media nell'ordine del -20% rispetto al Natale 2010.  Un dato estremamente negativo, confermato dalla flessione di bar e pasticcerie (-8%) e dalla riduzione di affari anche per casalinghi e gioiellerie (-4%).  Il flusso maggiore di vendite si è registrato nei tre giorni precedenti il Natale, mentre il sentimento degli imprenditori è di forte preoccupazione.

Il timore è quello di un effetto di trascinamento al ribasso che coinvolga anche l'imminente stagione dei saldi, che in Toscana, come in altre 14 regioni italiane, partiranno il prossimo 5 gennaio.  Discorso a parte per i ristoranti: in gran parte completi il giorno di Natale, buona la situazione per il cenone di fine anno, tuttavia il mese di dicembre nel suo complesso si chiude in territorio negativo.  Sandro Cini (responsabile Confcommercio Valdera) commenta: «Non possiamo negare che il Natale 2011 sia stato un Natale molto difficile per il commercio. Gli affari si sono ridotti di un quarto rispetto all'anno precedente e l'incubo recessione incombe sul 2012.

Molte le cause che possiamo addebitare a questa crisi dei consumi: il succedersi di tre manovre restrittive nel giro di poche settimane, la riduzione del potere d'acquisto dei salari, l'aumento delle spese fisse e inderogabili per le famiglie, la paura e l'incertezza per il futuro, la bella stagione, la contrazione dei giorni dedicati agli acquisti natalizi. L'auspicio è che con l'avvio della stagione dei saldi, il commercio possa tornare a respirare, nell'attesa che la situazione torni a stabilizzarsi. Certo, saranno necessarie nuove politiche di incentivo e di sostegno al commercio tradizionale e di qualità, senza le quali intravedere nuovo sviluppo e nuove assunzioni risulterà estremamente complicato».

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