Il Tirreno

Pontedera

Si lavora ad un portale web. La presentazione su RaiDue a “I fatti vostri”

Contro la crisi c'è il baratto i produttori agricoli ci provano

Il direttore della Cia della provincia di Pisa Stefano Berti e un mercatino della filiera corta
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Il direttore della Cia della provincia di Pisa Stefano Berti e un mercatino della filiera corta

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 PONTEDERA. Giovanni Cannas, proprietario della fattoria Lischeto, offre caciotte di ottimo formaggio in cambio di motoseghe e attrezzatura boschiva. Matteo Cantoni, titolare dell'azienda agricola Fibbiano di Terricciola, mette a disposizione vino rosso Doc per un set completo da neonato. Francesca Cupelli, invece, chiede un materasso per chili di verdura fresca, mentre Stefano Berti cede una settimana di vacanza nel suo agriturismo a Ponteginori, ma cerca altrettanto riposo sulle coste della Sardegna.  E' partito qualche mese fa come un fenomeno di nicchia. Geniale, fantasioso ma delimitato entro i confini toscani. Poi, dopo Natale, come avevano preannunciato, è arrivata la svolta. E così in tempi di crisi torna in auge una consuetudine che affonda le radici nel passato. L'idea porta il marchio della Cia, Confederazione degli agricoltori, della provincia di Pisa che passo dopo passo, scambio dopo scambio, sta lavorando allo sviluppo di un portale web dedicato al baratto. Un "do ut des" tutto nostrano che sbarcherà però anche in tv, il 2 gennaio, davanti alle telecamere de "I fatti vostri", programma di Rai2 condotto da Giancarlo Magalli.  «Stiamo implementando - spiega il direttore della Cia pisana Stefano Berti - il sito www.cosetoscane.com e con molta probabilità saremo ospiti fissi, almeno una volta alla settimana, nella piazza de "I fatti vostri", dove sarà dedicato uno spazio ad hoc al baratto». Un'opportunità insomma che dà voce ad un mondo fiaccato dalla chiusura delle piccole aziende e dall'aumento dei costi di produzione. «L'iniziativa - continua Berti - è rivolta in particolare al settore agricolo ma è aperta a tutti, tutto l'anno». Una vetrina speciale e al tempo stesso un messaggio culturale. «Questo sistema - approfondisce Berti - è un veicolo per aumentare i rapporti, le esperienze, le sinergie tra aziende e per avvicinare nuovi cittadini al mondo dei campi dando una mano concreta anche al decollo della filiera corta. Fino ad ora assistevamo a scambi locali. Un esempio? C'era il proprietario di un agriturismo che offriva i suoi servizi per l'installazione di un impianto di wi-fi oppure una ditta che scambiava una quantità di olio, magari in eccesso, per altri prodotti che altrimenti non avrebbe potuto permettersi. Oggi abbiamo contatti con albergatori di Rimini e imprese di altre nazioni italiane».  E' l'antico patteggiamento contro l'incertezza moderna che vale su tutti i fronti e soprattutto a livello nazionale. «Gli scambi, di qualsiasi natura, hanno sempre lo stesso valore. E questo concetto - conclude il direttore - va a risolvere un annoso problema del settore: la mancata valorizzazione dei nostri prodotti. Con il baratto invece la permuta è equa».

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