Il Tirreno

Pontedera

Artisti in prima linea per difendere il liceo

L’artista Mauro Staccioli
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L’artista Mauro Staccioli

Trafeli e Staccioli: tante le differenze rispetto ai nostri tempi, ma rimane una scuola d'eccellenza

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 VOLTERRA. Artisti di fama internazionale in prima linea per difendere l'eccellenza del liceo artistico di Volterra. Una fabbrica di artisti per loro, nati sul Colle e perfezionatisi all'istituto Carducci. Scuola, che come tutte, guarderà con ansia alle novità del Ministero che potrebbero mettere a rischio almeno uno dei 3 indirizzi: alabastro (sicuramente sarà mantenuto), architettura-design e metalli.  «Ricordo i tempi - spiega Trafeli - che la scuola d'arte era uno degli istituti più prestigiosi a livello nazionale. In particolare la manualità e la tecnica erano al centro degli insegnamenti, grazie a insegnanti-artisti e a una cultura più professionalizzante. Poi col tempo l'aspetto pratico ha perso importanza, e non certo per colpe dell'istituto: riforma dopo riforma, l'artigianato è uscito dalle scuole, la società ha smesso di credere nell'arte. La scultura, la pittura, l'architettura, sono morte con l'avvento dei computer e degli artisti intellettualoidi. Volterra per certi versi, soprattutto per l'alabastro, resiste, ma la tendenza non è affatto positiva». Il passaggio a cinque anni, il cambiamento da istituto d'arte a liceo artistico e tutte le politiche adottate a livello nazionale negli ultimi anni hanno modificato di molto il ruolo di questo tipo di scuole, e in particolare di quella volterrana: «Un cambiamento - spiega Staccioli - che riflette le difficoltà di tutto il mondo dell'arte: gli artisti ormai fanno attività di resistenza, cercando di sopravvivere in un mondo che li ostacola continuamente. Le esigenze sono cambiate, e con esse la scuola: ai miei tempi la scuola d'arte puntava tutto sulla concretezza, sulla pratica e sulla manualità. Ora tutto si è capovolto, e i ragazzi si concentrano più sul lato teorico. Per fortuna alcune scuole riescono ancora a garantire ore e qualità ai laboratori, ma questa nuova concezione della formazione è un po' causa, un po' conseguenza della crisi del grande artigianato».  Qui liceo. Con le ultime riforme, le ore di laboratorio sono diminuite, ma dall'istituto insegnanti e tecnici rassicurano: «Il liceo artistico continua a fornire - spiega Nara Pistolesi - una preparazione tecnica di primissima qualità. Negli anni la scuola è cambiata molto: se prima garantiva un inserimento immediato nel mondo del lavoro, magari grazie alle tante botteghe di artigiani della nostra città, ora la proposta didattica è più ampia e articolata». (n.c.)

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