Il Tirreno

Pontedera

Il Pd bacchetta la Regione sul rinnovo delle concessioni

Moretti: serve un nuovo protocollo. E sulle frasi di Orsi chiede smentite ufficiali all'amministrazione

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 VOLTERRA. Nessun rinnovo permanente delle concessioni minerarie prima di un nuovo accordo che superi quello del 2001. Il Pd di Volterra bacchetta la Regione, invitandola a mettere sul tavolo un nuovo protocollo che leghi la Solvay, le istituzioni, l'ambiente ed il lavoro.  Siamo ancora sulla controversa questione delle concessioni sulle estrazioni minerarie della Solvay, e nelle parole di Daniele Moretti, segretario del Pd, si capisce come «si debba riportare il confronto e la discussione sulla sicurezza dei cittadini, il rispetto dell'ambiente, la valorizzazione dei posti di lavoro e delle risorse del territorio di Volterra, come garanzie primarie».  Per fare ciò, anche in considerazione dei recenti risvolti della Conferenza dei servizi «non si dovrà giungere ad un rinnovo permanente delle concessioni minerarie di Solvay, senza aver prima aver concordato un protocollo di intesa che riveda nella sua globalità l'accordo stipulato nell'anno 2001. Un protocollo chi sia da base per un nuovo accordo che deve vedere impegnate con una trattativa seria ed equilibrata la Regione, la Provincia di Pisa e di Livorno, i sindacati e i Comuni della Valdicecina».  Il nuovo accordo con la multinazionale belga, per Moretti «dovrà portare sicurezza ai cittadini di Saline, tutela ambientale, garanzie di ricadute occupazionali, e la soluzione del problema idropotabile nel breve periodo, oltre che porre le basi per un ulteriore sviluppo».  Collegata alla questione Solvay ci sono anche le recenti dichiarazioni dell'ex consigliere politico dell'assessore Moschi, Emanuele Orsi. Proprio in risposta all'intervista di Orsi, il segretario del Pd non usa mezzi termini: «Non è affidabile, e la questione dei curricula ne è solo l'esempio, per questo non può arrogarsi il diritto di avvelenare i rapporti sociali della comunità di Volterra. Mettere in discussione l'onestà e la moralità di cittadini da parte di colui sul quale pendono oggi pesanti accuse e procedimenti penali non può essere accettato e tantomeno tollerato». La giustificazione è semplice, visto che «il malaffare non è mai stato nel dna dei volterrani e non lo sarà mai. Ci auguriamo che a breve giungano smentite ufficiali da parte dei diretti interessati e condanniamo fermamente ogni e qualunque altro tentativo di voler avvelenare il clima politico istituzionale». Le conclusioni di Moretti tirano in ballo il sindaco Buselli, dato che «la nostra città ha bisogno di altro, se chi governa non è in grado di tutelare nemmeno l'onore e la rispettabilità di un intera comunità, è bene che rifletta se rimanere o lasciare». R.R.

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