Sicurezza
«Autorizzazione al di fuori della legge»
Nilo Di Modica
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Il consigliere provinciale di Rifondazione Andrea Corti Rifondazione punta a bloccare in Provincia il progetto sperimentale della Waste
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CASTELFRANCO. «Gravi incongruenze» nella determina di autorizzazione del pirogassificatore, tali da prefigurare un ricorso al dirigente generale della Provincia per un annullamento del tutto, per una questione di «autotutela». È l'essenza dell'ultimo atto del caso pirogassificatore a Castelfranco. Una richiesta già presentata al protocollo della Provincia, che viene dal gruppo Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, a firma del consigliere provinciale Andrea Corti. «Abbiamo identificato quelle che potrebbero essere delle gravi inadempienze nell'iter di autorizzazione dell'impianto - spiega Corti -. Il progetto, infatti, si è delineato come "sperimentale", a firma anche di Asl e Arpat. Peccato però che per gli impianti sperimentali sui quali è necessaria, tanto per citare la determina, una "valutazione delle emissioni", l'iter di autorizzazione sia completamente diverso e debba rispettare altre caratteristiche da quelle approvate». Il consigliere entra nel merito. «Non ci deve essere, innanzitutto, un guadagno economico derivante dall'allaccio alla rete elettrica per la vendita dell'energia prodotta dalla combustione ed eccedente il fabbisogno dell'azienda - sostiene Corti -. La quantità giornaliera di rifiuti da trattare non deve superare le 5 tonnellate, e nell'autorizzazione se ne concedono 30. Infine, cosa ancor più grave, in caso di sperimentazione con valutazione delle emissioni, il permesso non deve venire dalla Provincia, bensì dal ministero dell'Ambiente di concerto con quello della Ricerca e delle attività produttive». Stando alla richiesta di annullamento, non sarebbe stato rispettato il Codice dell'ambiente, decreto legislativo 152 del 2001. «Siamo di fronte a un atto grave che se non venisse concesso l'annullamento potrebbe portare a un ricorso che esporrebbe la Provincia ed i suoi organismi in sede civile, con tutte le conseguenze economiche del caso», afferma Luca Barbuti, segretario provinciale del Prc. «Le motivazioni della nostra avversione sono note: l'incenerimento dei rifiuti, soprattutto quelli misti, è sempre e comunque fonte di inquinamento e di rischi per la salute; il sistema dei controlli non offre garanzie sufficienti circa il rispetto dei limiti di legge; inoltre, il quadro normativo di riferimento, soprattutto per i rifiuti speciali, potrebbe portare alla proliferazione incontrollata di impianti di questo tipo».
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