Il Tirreno

Pontedera

Quasi 140 conti correnti dimenticati

Paola Silvi
I titolari dei “conti dormienti” devono affrettarsi per riscuotere le somme in giacenza
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I titolari dei “conti dormienti” devono affrettarsi per riscuotere le somme in giacenza

Se i titolari o gli eredi non reclamano i soldi finiranno nelle casse dello Stato

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 PONTEDERA. Un classico che va bene per tutte le stagioni. Un evergreen da riscoprire nei tempi di crisi o magari proprio sotto le feste. Un salvagente che in molti casi non sappiamo neppure di avere. Ma quelle somme, che nella maggior parte dei casi hanno pochi zeri, potrebbero tornare davvero utili.  Quasi 140 famiglie della provincia di Pisa, da Pontedera a Volterra, da San Miniato a Peccioli, potrebbero riscuotere, o meglio "risvegliare", quei gruzzoletti che sono ancora in banca, ma che sono in stand-by da almeno 10 anni. Si tratta dei cosiddetti "conti dormienti", ovvero dei depositi come libretti al risparmio bancari, conti correnti, contratti di assicurazione o cassette di sicurezza, assegni circolari mai rimborsati, strumenti finanziari, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute.  Somme superiori a 100 euro, che risultano ferme, immobili, mai movimentate da dieci anni. Gli intestatari di tali "tesoretti" in pratica non hanno più richiesto neppure un semplice estratto conto. A volte succede che questi soldi vengano dimenticati da clienti distratti, ma spesso capita che i "conti dormienti" appartengano a persone decedute e i familiari ne vengono a conoscenza dopo anni. Qualora comunque si continuasse così, questi soldi finirebbero per essere riassorbiti dal Tesoro.  Quest'anno, nei comuni della provincia di Pisa, dal Valdarno alla Valdera, alla Valdicecina, i conti cosiddetti dormienti sono per l'esattezza 139. Le banche hanno comunicato gli estremi dei depositi, con tanto di nominativi degli intestatari a Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce il fondo in questione. E la lista è pubblicata sul sito. Ogni anno il numero di conti che entrano in dormienza si aggira intorno al milione, per un ammontare totale che oscilla tra gli 800 milioni e un miliardo di euro. Ma è dal 2006, attraverso un emendamento specifico inserito nella Finanziaria, che le banche, le compagnie di assicurazione e le Poste sono tenute a censire i depositi congelati e a comunicarlo a Consap. Dal 2010 però recuperare i soldi presenti sui conti dimenticati è diventato più semplice. Se prima infatti per sbloccare i conti era necessario compiere un'operazione entro 180 giorni dalla comunicazione della banca - almeno se non si voleva perdere le somme - dall'anno scorso per risvegliare i depositi basta inviare un modulo di richiesta, scaricabile sul sito web www.consap.it., all'indirizzo Consap spa, rif. Rapporti dormienti, via Yser 14, 00198 Roma, o tramite email all'indirizzo di posta elettronica rapportidormienticonsap.it. Per informazioni è attivo un call center al numero 85796444 dalle ore 9 alle ore 17. Al modulo devono essere allegati un documento di identità valido, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare nel caso in cui sia deceduto e siano gli eredi a reclamare il conto, copia del libretto di deposito o dell'assegno circolare e l'eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare. Le domande saranno prese in esame. Potrebbero passare diversi mesi prima di essere rimborsati delle somme richieste. In ogni caso non hanno diritto al rimborso i titolari di assegni circolari non riscossi entro i tre anni dall'entrata in dormienza, i beneficiari di importi relativi a contratti di assicurazione una volta trascorsi due anni e quelli di buoni fruttiferi postali non riscossi entro 10 anni.

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