Il Tirreno

Pontedera

Le banche si rifiutano di finanziare: bloccato il maxi polo da 16 ettari

Il sindaco Carlo Carli e uno scorcio del Pip che Confartigianato sta realizzando a Lavoria
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Il sindaco Carlo Carli e uno scorcio del Pip che Confartigianato sta realizzando a Lavoria

S'infuria il sindaco Carli: «Sul progetto di Valtriano puntavamo per rilanciare economia e occupazione»

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 FAUGLIA. Le banche che non danno finanziamenti. Una cordata di imprenditori bloccati. Un maxi polo produttivo da 16 ettari di capannoni e occupazione congelato. E un Comune intero che denuncia ufficialmente il danno subìto.  «Puntavamo su quel progetto di Valtriano per rilanciare l'economia e lo sviluppo futuro del territorio», sottolinea il sindaco Carlo Carli.  Il primo cittadino è consapevole che non è l'unico a trovarsi a combattere, indirettamente e direttamente, con il problema del momento, ovvero quello di istituto bancari a corto di liquidità che frenano l'imprenditoria italiana. Consapevole, ma ugualmente indignato per quel che comporta per il governo del territorio.  «Alla fine di novembre ho ricevuto una nota da Confartigianato che capitanava la compagine di imprenditori disposti a insediarsi nel polo - spiega -. Mi si conferma l'interessamento, dicendo però che al momento la situazione è complessa e l'intera operazione, a causa dell'impossibilità di avere finanziamenti dalle banche, si mette in stand-by».  Carli spiega che, dal versante comunale, le procedure erano già avanti: quindi, la questione dell'esproprio dei terreni, quella relativa a eventuali modifiche al regolamento urbanistico in corso di rinnovamento.  «E invece è arrivata questa doccia fredda», non fatica a dire.  Secondo il progetto, in quel di Valtriano sarebbe dovuto sorgere un polo artigianale di 16 ettari tra capannoni e attività produttive. A capo degli imprenditori interessati c'è Confartigianato che nella vicina Lavoria sta portando avanti, veloce come un treno, il Pip. «Al di là degli oneri di urbanizzazione che in questi momenti di magra ci avrebbero fatto comodo, la vera importanza dell'operazione da milioni di euro stava nell'occupazione che avrebbe portato e nell'economia che avrebbe mosso».  Con tutta probabilità in questo maxi investimento il Comune sarebbe riuscito a "riscattare" un'opera pubblica a servizio della collettività, forse una palestra.  Ma, come dice Carli, non è un addio. Ma solo un rimandare a tempi migliori.

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