Sicurezza
Il caso Solvay incombe sul veglione
Andreas Quirici
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LA PROTESTA. Uno degli striscioni esposti a Saline Durante il cenone del 31 il Comitato preparerà nuove iniziative di protesta
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VOLTERRA. Capodanno di mobilitazione per la Valdicecina in attesa del 9 gennaio, giorno in cui è stato convocato il tavolo istituzionale per il caso Solvay. Comitato dei cittadini e sindaci, in questi giorni di fine 2011, sperano che da qui alla data indicata dalla Regione per il primo passaggio di quello che dovrebbe essere la soluzione di una diatriba che va avanti da anni, non accadano più sorprese. Sorprese come quella della Conferenza dei servizi convocata in fretta e furia per discutere di un tema delicato e complesso come quello delle concessioni minerarie. «Ci hanno chiesto di partecipare, convocandoci pochi giorni prima - racconta Loris Martignoni, sindaco di Pomarance - per questo avevamo chiesto una sospensiva. Volevamo prepararci meglio, ma non siamo stati ascoltati. Ora speriamo che da qui al 9 gennaio non accadano più cose strane e che si possa cominciare una discussione davvero approfondita». Il Comitato per la difesa della Valdicecina apprezza questo nuovo corso delle istituzioni locali. «E' importante - dicono da Saline - perché di questo passo il nostro territorio diventerà un deserto. Se pensiamo al fatto che negli anni '60 Saline era una cittadina ricca, con una delle aziende più all'avanguardia del paese e consideriamo cos'è adesso ci rendiamo conto di quanto lavoro dobbiamo fare. Avremmo preferito giungere al 9 gennaio senza la spada di Damocle della Conferenza dei servizi che indirizza in maniera sostanziale il confronto fra le parti in causa. Cercheremo, comunque, di far comprendere le nostre ragioni». In vista di quel giorno il Comitato effettuerà un volantinaggio a Saline e dovrebbe discutere di ulteriori iniziative nella cena di Capodanno a cui parteciperanno i responsabili dello stesso gruppo. Non è esclusa una presenza a Firenze per il 9 gennaio. Intanto Martignoni aggiunge che «al tavolo dovranno trovare spazio le voci di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda e possibilmente dare soddisfazione a tutte le esigenze che la compongono, comprese quelle di Solvay, che però dovrà cambiare il modo di gestire il suo rapporto col territorio». Alberto Ferrini, sindaco di Castelnuovo, vede la Conferenza dei servizi regionale come «uno sblocco auspicabile della situazione per evitare contraccolpi produttivi a Solvay. Ora però serve l'apertura di un dialogo con l'azienda, le istituzioni e il territorio che sappia sintetizzare i pareri e le esigenze di tutti». Attendista il sindaco di Montecatini Sandro Cerri: «Non riesco a fornire un parere su una vicenda che si trascina da anni».
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