Il Tirreno

Pontedera

Conciatori in lutto per Marchino

Luciano Gianfranceschi
Marchino Balducci è morto all’età di 85 anni; è stato uno dei primi conciatori a far conoscere le pelli di Santa Croce nel mondo
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Marchino Balducci è morto all’età di 85 anni; è stato uno dei primi conciatori a far conoscere le pelli di Santa Croce nel mondo

È morto a 85 anni Balducci, "padre" del distretto

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 CASTELFRANCO. «Gli va riconosciuto il merito di aver fatto crescere non soltanto la conceria che portava il suo nome, la "Marchino", ma anche quelle del "Gruppo Arno": "Enos" e "La Domani", fino alla "Antiba", e anche il comprensorio del Cuoio: con gli imprenditori che ha formato».  E' stato questo il commento più calzante all'addio di un altro dei grandi padri dell'industria conciaria: Marchino Balducci, 85 anni. Che non soltanto ha conciato le pelli e le ha fatte conoscere nel mondo, ma ha formato persone che, sul suo esempio, aspiravano a diventare conciatori a loro volta. E ciò è stato determinante per lo sviluppo del comparto, quando occorreva intraprendenza per mettersi in proprio, magari in piccolo, e diventare grandi. Tanti gli devono molto, e anche nello stand in fiera a Lineapelle a Bologna quando lo vedevano si fermavano: non soltanto per salutarlo, ma anche per scambiare opinioni sull'andamento mercato del grezzo e del finito.  Le condizioni di salute di Marchino si sono aggravate negli ultimi mesi con alternanza ospedale-casa, e anche questa volta il suo attaccamento alla vita sembrava averla avuta vinta. Invece un peggioramento nel mese di dicembre lo ha portato alla morte la vigilia di Natale. Lascia la moglie Renata e i figli Graziano e Paolo, che ne hanno calcato entrambi le orme in conceria (ora, la Antiba). «Messaggi di condoglianze ai familiari sono arrivati da tutto il mondo», lo piangono i figli. Marchino era infatti conosciutissimo nel distretto industriale di Santa Croce, inoltre il figlio Graziano ha presieduto l'Unic, Unione nazionale industria conciaria, e tuttora ne è il vicepresidente. Gran cordoglio ieri alle esequie funebri, celebrate nella chiesa di Castelfranco.  All'anagrafe era Mario, ma lo chiamavano Marchino, come aveva nome la sua conceria al confine con Santa Croce, ma nel comune di Castelfranco. Aveva iniziato l'attività nel 1959, dedicandosi al commerciale, ai contatti con i clienti, alle crescenti esigenze da soddisfare: dei calzaturieri prima, e poi anche dei pellettieri. Un paio d'anni dopo entrò a far parte del gruppo Arno, uno dei più forti nel comprensorio del Cuoio. Era un innovatore in quei tempi pionieristici, le aziende conciarie si fecero un nome con la specialità delle pelli di bufalo, che all'epoca erano rugose e quindi non lavorabili; eppure Marchino trovò il modo di renderle di moda. E così le capre, che si strappavano con facilità, e fu necessario riconciarle. Mentre la specialità è tuttora i vitelli, le migliori pelli, che tutti sono bravi a fornire ma che "come Marchino non li fa nessuno", e non per modo di dire (la parte tecnica era di Silvano Caponi, a collaborare strettamente con Marchino erano i soci Mario Brotini, che ne è anche parente, e Piero Caponi).  Nonostante le giornate festive natalizie, molti si sono stretti attorno ai familiari e hanno partecipato alla cerimonia funebre. Ai molti messaggi di cordoglio si associa anche la redazione del Tirreno.

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