Il dolore
Funzionerà 24 ore su 24 per un totale di 8mila ore. Ecco tutti i tipi di rifiuto che potranno essere trattati
C'è il definitivo sì tecnico all'impianto
Nilo Di Modica
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Lultimo corteo contro limpianto Il settore Ambiente della Provincia ha firmato il via libera alla sperimentazione
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CASTELFRANCO. Ultimo e definitivo via libera al pirogassificatore della Waste Recycling. Un'autorizzazione quanto mai accidentata, ma che alla fine è stata concessa venerdì dalla responsabile dell'ufficio Ambiente della Provincia Laura Pioli, previo il rispetto delle prescrizioni della Provincia e dell'Arpat, fatte proprie dall'Asl, e dei nuovi limiti imposti dalla sperimentazione. In tutto, un anno di attività a partire dalla comunicazione di messa in esercizio, in ogni caso per un massimo di 8mila ore complessive di lavoro e sotto stretto monitoraggio da parte degli enti preposti. L'impianto, che nel complesso occuperà una superficie di 350 metri quadrati, avrà un funzionamento in continuo 24 ore su 24 per un totale di 8mila ore, con una potenzialità massima complessiva di 12mila tonnellate di rifiuti trattati ad un ritmo di 30 tonnellate al giorno. Il tutto sarà composto da 4 unità: una, la prima, dedicata al pre-trattamento ai fini della preparazione del rifiuto e triturazione dello stesso; una seconda composta da una camera di pirogassificazione, una di combustione ed una di post-combustione; un'unità di recupero energetico ed una di trattamento dei fumi. Molte le tipologie di rifiuto che potranno essere trattate nell'impianto: feci animali, rifiuti in legno e derivanti da residui di taglio, fanghi prodotti dai processi di disinchiostrazione nel riciclaggio della carta, scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone, scarti di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento, rifiuti da fibre tessili lavorate, pitture e vernici di scarto, scarti di materiali in fibra a base di vetro, adesivi e sigillanti di scarto, polveri e particolato di materiali non ferrosi, imballaggi in materiali misti e in vetro, assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, pneumatici fuori uso, fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane e da trattamenti chimico-fisici, miscugli composti esclusivamente da rifiuti non pericolosi, fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue industriali o dai processi di chiarificazione dell'acqua o dal trattamento degli effluenti, rifiuti solidi di vario tipo. Molte anche le prescrizioni di monitoraggio previste, alcune delle quali superano per frequenza le previsioni iniziali dell'azienda. Fra queste: monitoraggio continuo della qualità dell'aria nelle vicinanze dell'impianto, campionamenti del terreno prima e dopo l'esercizio sperimentale, analisi qualitativa delle polveri raccolte dal filtro con determinazione del contenuto di microinquinanti e metalli pesanti, campionamenti delle miscele di rifiuti, definizione dei valori di attenzione circa le emissioni in atmosfera e molto altro.
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