La manifestazione
Valdera 2020, pochi votanti
Francesca Lombardi
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Il presidente David Turini In 339 si sono confrontati sulle proposte per il futuro
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PONTEDERA. Si chiude con la consapevolezza che la Valdera c'è, ed è ben avvertita anche dai cittadini, il percorso partecipativo Valdera 2020, promosso dall'Unione dei Comuni, in collaborazione con il professor Francesco Di Iacovo dell'Università di Pisa, proprio per delineare come sarà o almeno si vorrebbe che fosse il territorio del futuro. Dopo una partecipazione attiva, con diverse tipologie di cittadini chiamati ad esprimere la propria opinione in momenti di incontro, si è aperta la fase 2 con la possibilità di votare on-line i punti da sviluppare per rendere migliore la Valdera. I risultati dal punto di vista numerico sono stati deludenti (339 votanti), ma dal punto di vista qualitativo c'è soddisfazione tra i sindaci dei Comuni dell'Unione. «I numeri ci dicono che non è facile coinvolgere la massa, ci aspettavamo sinceramente qualcosa di più - afferma il presidente dell'Unione Valdera David Turini - ma nello stesso tempo siamo contenti perché i cittadini hanno capito che bisogna mettere da parte i campanilismi, facciamo parte di un'area vasta e con un'organizzazione migliore del nostro territorio migliorano anche i servizi offerti. Ciò su cui dobbiamo lavorare è sicuramente la coesione politica tra i nostri Comuni e la comunicazione verso l'esterno». Se tra le quattro macro-aree la pianificazione territoriale ha ricevuto il maggior numero di voti, seguita dal welfare, dallo sviluppo economico, dall'ambiente e dall'organizzazione istituzionale sul territorio, tra le azioni più importanti da mettere in pratica vince la riduzione della produzione di rifiuti. Al secondo posto per numero di voti la raccolta differenziata e al terzo la stabilità dei posti di lavoro. «Questo percorso al quale abbiamo dato vita - afferma il sindaco di Capannoli Filippo Fatticcioni - è più ambizioso rispetto ai "semplici" referendum dove i cittadini sono chiamati a mettere un sì o un no, qui la partecipazione è attiva, non c'è la volontà di decidere in stanze chiuse». «All'inizio ero titubante, ma devo ammettere che è stata un'esperienza costruttiva, ora dobbiamo tener conto dei risultati ottenuti e prenderli in considerazione per i programmi futuri», conclude il sindaco di Pontedera Simone Millozzi.
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