Il Tirreno

Pontedera

I "cispiosi" non ci dormiranno

Andrea Lanini
I "cispiosi" non ci dormiranno

Una targa dedicata alla patria dei "rubbaorsi"? Incredibile

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 PONTEDERA. La notizia è oltremodo strabiliante. Via Ponsacco a Pontedera, nientepopodimeno. I "cispiosi" più facinorosi, all'idea di quell'iscrizione battezzata col nome della rivale di sempre, della cittadina dei "rubbaorsi", non ci dormiranno la notte.  Nessuno si stupisca dei nomignoli. Da una vita, i pontederesi chiamano i ponsacchini "rubbaorsi", e loro ricambiano con l'altrettanto sapido e sfottente "cispiosi". Avreste mai detto che un bel giorno, tra i due popoli della Valdera, due etnie aderenti e opposte come lo Yin e lo Yang, sarebbe scoppiata una pace toponomastica?  Eppure è così, carta canta, ormai è ufficiale. A breve ci saranno indirizzi terminanti con l'ossimoro "via Ponsacco, Pontedera". Una novità spiazzante, folgorante. Ma d'altra parte tutto passa, tutto scorre, soprattutto sotto certi ponti. Qui, in effetti, è tutta una questione di ponti (e infatti gli stemmi comunali si somigliano): da una parte Pons Herae, poi diventato Ponte d'Era, poi Pontedera; e subito accanto, vicino vicino, Pons Sacci, in seguito evolutosi in Ponte Sacco e infine in Ponsacco. Se Pontedera può vantare radici più antiche (i più remoti "cispiosi" risalgono addirittura al Paleolitico, mentre il rogito notarile che per primo attesta la presenza degli invisi "rubbaorsi" non va più in là del 1197), Ponsacco accampa una supremazia che si sviluppa in verticale: sopravanzando la scomoda vicina di ben 10 metri rispetto al livello del mare, può permettersi di guardarla dall'alto in basso.  Già ai bei tempi delle lotte intestine tra pisani e fiorentini, gli agonismi campanilistici fioccavano che era un piacere e da queste parti ne succedevano di tutti i colori: castelli assediati, attacchi a tradimento, saccheggi, mura distrutte, gente avvelenata e così via. In epoca più recente, l'agonismo tra Pontedera e Ponsacco è soprattutto calcistico. Us Pontedera (1912) contro Ponsacco Calcio (1920), granata contro rossoblu: la partita delle partite, altrimenti detta "Il derby della Valdera". Quando i rispettivi giocatori sono in campo, le due specie pisane, fieramente contrapposte, riescono a scambiarsi stoccate brillanti, come il classico «Cispioso, non fare il pottino, tanto come noi sei figlio di contadino».  Ma in realtà, dicono in tanti, si tratta di un livore superficiale, episodico, per forza transitorio. Lo provano le numerose testimonianze che fioriscono sul web: «Ho fatto le superiori a Cispia, mi sono pure fidanzato con una cispiosa», scrive su Facebook un "rubbaorsi" infervorato. «Sono ponsacchina, ma ho avuto soprattutto ragazzi pontederesi, attaccaci un toppino!», dice una giovane che si firma "F".  Che la secolare tenzone finisca per trasformarsi in idillio? "Via Ponsacco" a Pontedera è un primo passo.

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