Applausi scroscianti per gli artisti-pazienti
Luca, Gisberto, Enrico nel presepe del Morel
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A sinistra e sotto due momenti del presepe vivente messo in scena dai pazienti del Morel 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Il vero spirito del Natale è arrivato sul Colle. Con i 15 angeli degli artisti-pazienti della comunità-alloggio Morel. Qui chiesa di San Giusto, tanti operatori, familiari e volterrani per vedere il presepe vivente. «Dopo l'esperienza positiva dello scorso anno - raccontano gli organizzatori - si è pensato a questa seconda edizione, che vede come cambiamento più significativo il luogo: lo scorso anno alla chiesa di San Girolamo, quest'anno a San Giusto allo scopo di coinvolgere tutta la città». Come lo scorso anno, i protagonisti sono sempre gli stessi 15 ospiti della comunità-alloggio Morel, con gli "assistenti" personali degli attori, ovvero una ventina tra operatori ed volontari, vestiti e presenti nella scena ma solo per incoraggiare gli artisti. «È quasi un anno che si programma e lavora a questo evento - seguono gli organizzatori - dal preparare gli ospiti alla lettura, alla realizzazione della coreografia. In questi mesi di lavoro, siamo riusciti ad alzare dal letto persone che solitamente vi trascorrono gran parte della giornata». Un lavoro intenso, fatto per passione, dato che nessuno degli operatori del Morel è pagato per stare lì, decine e decine di ore regalate ogni anno a quelli che sono diventati degli amici, quasi dei compagni di vita. L'unica cosa certa sono i personaggi ed il testo che viene letto, per il resto è vera e sana improvvisazione natalizia. Luca, 24enne stella cometa, è un fulmine all'interno della scena. E' lui che guida i re Magi Gisberto, Enrico e Rodolfo verso la capannella dove Maria è interpretata da una vera Maria, mentre Giuseppe ha il volto di Nello. Dall'alto del trono c'è Erode-Pilade che vigila sulla nascita del Salvatore, mentre ogni singolo avvenimento è narrato da Gabriella, vestita da angelo narratore. Ci sono Enrico il cielo, Giovanni il ciabattino, Maurizio l'ortolano, Luigi il pastore e Stefano il fornaio a completare la rappresentazione. «Il verbo di Dio, bimbo in una culla, fa nascere amore anche dal nostro nulla», termina così la recita, tra una verità svelata ed un applauso scrosciante. R.R.
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