Attenzione
Il padre, capo del distaccamento dei vigili del fuoco, ringrazia i soccorritori, i medici di Careggi e i colleghi
Dieci ore sotto i ferri dopo l'incidente
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Unimmagine dello spaventoso incidente che nei giorni scorsi è costato la vita ad un ragazzo di 19 anni; più a sinistra Federico Ciampalini Operato l'amico del diciannovenne morto nello scontro sulla Fi-Pi-Li
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SAN MINIATO. «Jacopo e Federico erano inseparabili, stavano sempre insieme...». Pierluigi Ciampalini, capo del distaccamento dei vigili del fuoco di Castelfranco e padre di Federico, ricoverato in gravissime condizioni a Careggi per le ferite riportate in un assurdo incidente costato la vita all'amico di 19 anni, Jacopo Caruso, non smette mai di pensare a quella notte. A quando ha saputo della tragedia. Un maledetto incidente lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno che si è portato via una giovane vita e che sta mettendo a dura prova quella di Federico. L'altro giorno il ragazzo, che nello scontro ha riportato gravissime fratture al bacino e lesioni ad alcuni organi, è stato operato per ridurre le fratture. Dieci ore di intervento che sembravano non passare mai. Con l'angoscia nel cuore dei genitori di Federico. «L'operazione è riuscita abbastanza bene», spiega Ciampalini, che ha trovato la forza per ringraziare tutte le persone che sono state vicine a lui e alla sua famiglia in questo momento così difficile. «I medici dell'ospedale di Careggi - continua - sono stati molto bravi, così come lo sono stati la dottoressa del 118 di Empoli, intervenuta la notte dell'incidente. E anche un'altra persona, credo un medico o un infermiere, che per primo si è occupato dei nostri due ragazzi dopo l'incidente. Non conosco il suo nome, forse un giorno potremo incontrarlo. Vorrei ringraziarlo di persona anche se per Jacopo, non posso non pensarci, non ha potuto fare niente. Penso sempre a Jacopo e ai suoi genitori». Federico, dopo la lunga operazione chirurgica, è di nuovo stato ricoverato nel reparto di rianimazione. «Possiamo vederlo solo pochi minuti al giorno - continua Ciampalini - ma per noi sono sufficienti». Per continuare a sperare. «L'aver superato l'intervento è già un primo passo», aggiunge il padre del ragazzo che lotta per tornare alla vita di sempre. «Voglio ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine e che continuano a farlo anche in questi giorni. Penso ai miei colleghi di lavoro, ai vigili del fuoco di Castelfranco ma anche a quelli del comando provinciale e ai colleghi di Firenze. Si sono subito attivati, mi hanno messo una macchina a disposizione giorno e notte. Quando possono cercano di aiutarmi in tutti i modi possibili, non ci lasciano mai soli. Senza il loro aiuto non so come avremmo fatto. Grazie di cuore a tutti». Un passo è stato compiuto ma i genitori di Federico sanno bene che la strada è ancora lunga. «Ogni giorno padre Roberto prega per Federico, oltre a ricordare il povero Jacopo. Dobbiamo sperare e trovare la forza per andare avanti» La tragedia è avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Jacopo Caruso e Federico Ciampalini viaggiavano su una Suzuki che si è fermata per prestare soccorso agli occupanti di una Peugeot ribaltatasi e ferma in corsia di sorpasso. La Suzuki è stata poi tamponata da una Mercedes e scaraventata a qualche decina di metri di distanza.
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